Contrabbando di sigarette in Italia: i dati di Coldiretti

4,4 miliardi: è all’incirca questo il numero di sigarette contrabbandate che ogni anno si fumano in Italia. Oltre ad alimentare la criminalità, tolgono alle casse dello Stato introiti pari a 809 milioni di euro circa. Con il 33% di sigarette illegali, la Campania è la regione più colpita. L’analisi è stata condotta da Coldiretti.

La Guardia di Finanza di Caserta, ieri, è stata impegnata in un’operazione contro una banda accusata di far entrare “bionde” dall’Est Europa, che ha portato all’arresto di 14 persone. Le sigarette contraffatte erano destinate prevalentemente al mercato napoletano.

La Campania è, in generale, la regione più colpita da questa piaga: la percentuale di sigarette contrabbandate consumate è del 33%. A Napoli, per fare un esempio, sono stati rinvenuti il 43% di prodotti ucraini importati illegalmente in Italia.  Questi dati da record sono stati denunciati da un’analisi della Coldiretti, che ha promosso l’Osservatorio sulla criminalità agroalimentare.

Il numero complessivo di sigarette contraffatte che si fumano ogni anno in Italia, invece, è pari a 4,4 miliardi circa. Le conseguenze di questo fenomeno si manifestano su più fronti: la criminalità non fa altro che venire alimentata, e lo Stato perde circa 809 milioni di euro di introiti fiscali. Per non parlare dei rischi -ulteriori- per la salute: le percentuali di catrame, nicotina e monossido di carbone, sono molto alte.

Tra le altre regioni più coinvolte da questo tipo di contrabbando, ci sono: il Friuli (21% di sigarette contrabbandate), la Sicilia (14%), la Puglia e la Calabria (7%), la Lombardia (6%), e il Piemonte (5%).

L’Italia, con oltre un quarto della produzione complessiva di tabacco, è un leader nell’Unione Europea: il problema del contrabbando è una minaccia.