Conto alla rovescia per il Verona Pride 2024
Il Verona Pride è alle porte. Le associazioni che fanno parte del Comitato del Verona Pride (Arcigay Pianeta Milk, UDU Verona, Rete degli Studenti Verona, Arci Yanez, Arci Verona, GASP) annunciano che la manifestazione si terrà domenica 16 giugno e sarà un’occasione per sottolineare il ruolo e lo spazio della comunità LGBTQIA+ nella nostra città. L’evento è stato preceduto in queste settimane da diversi momenti di avvicinamento alla giornata conclusiva, che continueranno fino al sabato precedente.
Il corteo partirà da piazza Santa Toscana alle ore 16 e arriverà al Bastione San Bernardino, dove dalle 19.30 si terrà l’evento finale Mura Pride Fest, in collaborazione con il Mura Festival. Al Verona Pride e al suo manifesto d’intenti hanno infatti aderito diverse associazioni, il cui elenco è in continuo aggiornamento. Tutte le informazioni, incluso manifesto ed elenco adesioni, si possono trovare alla pagina Instagram del Verona Pride.
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Dichiara Laura Pesce, presidente del Comitato Pride: «Con il Verona Pride, che ormai vanta una lunga tradizione, ci riappropriamo ancora una volta delle strade e delle piazze. È un momento al tempo stesso celebrativo e rivendicativo, uno spazio in cui vivere finalmente Verona come città che non esclude, ma anzi valorizza i percorsi individuali e collettivi dei cittadini».
Pesce aggiunge: «Per la prima volta nella storia di questa città, il Verona Pride ha ottenuto il patrocinio da parte dell’Amministrazione Comunale. Questo per noi rappresenta un incredibile passo avanti. Verona è una città in cui finalmente si comincia a respirare un clima diverso, anche grazie al dialogo e al lavoro congiunto iniziato proprio tra la società civile e le istituzioni locali. Molta è la strada ancora da percorrere, ma questo riconoscimento da parte dell’Amministrazione ci fa sperare che ci possano essere momenti di ulteriore convergenza».

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Fa eco Laura Bergamin, vicepresidente del comitato: «Le università e i luoghi di formazione sono il cuore pulsante del cambiamento culturale e sociale. Rivendichiamo luoghi educativi aperti e liberi da dinamiche discriminatorie, dove decostruire stereotipi, promuovere il rispetto e valorizzare ogni soggettività e unicità».
«L’educazione sessuale ed affettiva è uno dei prerequisiti fondamentali al raggiungimento del benessere sessuale e di conseguenza della salute generale di ogni individuo, delle coppie e delle famiglie della società italiana – prosegue Gianmarco Corradini -. Lo è anche vivere in un ambiente che non discrimini, ma affermi e promuova la salute sessuale e garantisca un equo accesso a servizi di salute sessuale. Come si evince dalla Rainbow Map di Ilga-Europe, in Italia sono ancora numerosi i diritti sessuali non riconosciuti, così come numerose sono le barriere che le persone della comunità LGBTQIA+ incontrano per poter soddisfare le proprie esigenze di salute individuale e relazionali. Attraverso il Pride manifestiamo le nostre presenze e rivendichiamo anche questi diritti».

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