Conte: «Dobbiamo capire se servono nuove misure»

«I criteri sono: massima precauzione, adeguatezza e proporzionalità. Noi siamo sempre flessibili» ha detto il premier. «Stiamo lavorando per capire se si deve intervenire ancora».

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È in corso a Palazzo Chigi la riunione tra il premier Giuseppe Conte, Riccardo Fraccaro e Francesco Boccia con i componenti del Cts e i capi-delegazione delle forze di maggioranza.

«Per la portata di questa seconda ondata non c’è un manuale né una palla di vetro, i numeri sono molto preoccupanti in tutta Europa – ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al Festival de Il Foglio. – I criteri sono: massima precauzione, adeguatezza e proporzionalità. Noi siamo sempre flessibili. Stiamo lavorando per capire se si deve intervenire ancora».

«La curva sta subendo una impennata così rapida che rischia di mettere in discussione la didattica in presenza – ha spiegato Conte –, alcuni presidenti di regione lo hanno fatto, non è il nostro obiettivo, noi continuiamo a difendere fino alla fine la didattica in presenza. Ma dobbiamo mantenerci vigili per seguire e assicurare la tutela della salute de tessuto economico». 

«In mezzo a tante incognite, una certezza c’è – ha scritto sui social il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina -: la chiusura delle scuole non produce gli stessi effetti per tutti. La forbice sociale si allarga, il conto lo pagano i più deboli. Ci sono territori in cui la chiusura delle scuole è sinonimo di dispersione scolastica. E la dispersione scolastica – chiamiamo le cose con il loro nome – equivale all’abbandono dei ragazzi».

«Sicuramente sono ore di riflessione europea: Belgio e Francia e altri Paesi hanno dichiarato un lockdown. Rispetto a questa curva l’Italia non è nella parte alta dei contagi: non dobbiamo stare tranquilli ma dobbiamo capire se anticipare mosse per evitare che la curva peggiori» ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio intervistato alla festa del quotidiano ‘Il Foglio’, sottolineando che sono in corso «riunioni incessanti per il prossimo dpcm che sarà sicuramente più restrittivo»

Sul dossier delle scuole il ministro degli Esteri Luigi Di Maio si dice «sicuro che si troverà una sintesi nelle prossime ore ma intanto serve massimo coordinamento tra regioni e Stato centrale». Il ministro Azzolina «sta provando a tenere le scuole aperte il più possibile dove c’è una curva minore dei contagi. Io ricordo a tutti che in Francia è stato dichiarato un lockdown ma le scuole resteranno aperte. Si crea un perimetro per cui industria, fabbriche e scuole diventano il bene essenziale da tenere aperto». (Ansa)