Consumo di suolo: Marano di Valpolicella è virtuoso, ma “bocciato” il Veronese

Per consumo di suolo pro capite in Provincia di Verona la maglia nera va a Nogarole Rocca, con 29,16 metri quadrati per abitante in un anno. Nel 2021 in Veneto +684 ettari di suolo consumato.

Ispra consumo suolo veneto verona
Estratto dal rapporto Ispra sul consumo di suolo 2022

È stato pubblicato il rapporto annuale dell’Ispra sul consumo di suolo in Italia. Con gioie e dolori per il territorio Veronese.

Marano di Valpolicella, insieme a Como e Impruneta (in provincia di Firenze), si aggiudica la prima edizione del concorso Ispra e conquistano il titolo di “Comune Risparmia suolo” del 2022. Per Marano il risultato netto è addirittura negativo, -3,39 ettari, ovvero di territorio “liberato”.

Male invece la provincia di Verona in generale, che con un consumo di 1,99 metri quadrati per abitante nel 2021 rispetto al 2020 è la provincia veneta con il rapporto peggiore. Il dato regionale è di 1,40, quello nazionale 1,07. In termini assoluti, in provincia di Verona sono stati “mangiati” 185 ettari in un anno. Il totale di ettari consumati nel Veronese al 2021 è di 41.199 ettari.

Ispra consumo suolo veneto verona
Estratto dal rapporto Ispra sul consumo di suolo 2022

In Provincia di Verona la maglia nera va a Nogarole Rocca, con 29,16 metri quadrati per abitante in un anno. In questa particolare classifica è terzo in Veneto dietro a Lastebasse (Vicenza) e Vescovana (Padova). Tra i comuni che hanno consumato più suolo nell’ultimo anno ci sono anche Peschiera del Garda (20,85 mq/ab/anno), Sommacampagna (20,25 mq/ab/anno) e Garda(18,25 mq/ab/anno).

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Anche in termini di aumento di percentuale di consumo di suolo fra 2006 e 2021, il primo posto va a Nogarole Rocca, con 3,1 punti percentuali di differenza: dal 12,3% del 2006 a 15,4% del 2021. Seguono sul “podio” Oppeano con 2,6 (dal 14,9% al 17,5%) e Peschiera del Garda con 2,3 (dal 28,6% al 30,9%).

Per quanto riguarda il dato della Provincia di Verona, l’aumento è stato dal 12,6% del 2006 al 13,3% del 2021, cioè 0,7 punti percentuali.

In termini assoluti invece, dopo Vicenza con 42,3 ettari di suolo consumato in più nel 2021 rispetto al 2020, in Veneto il secondo è Sommacampagna con 29,95 ettari. Nel Veronese seguono Peschiera con 22,69, Sona con 18,17, Valeggio sul Mincio con 15,43 e Verona con 14,1.

Ispra consumo suolo veneto verona
Estratto dal rapporto Ispra sul consumo di suolo 2022

Il rapporto Ispra

Con una media di 19 ettari al giorno, il valore più alto negli ultimi dieci anni, e una velocità che supera i 2 metri quadrati al secondo, il consumo di suolo torna a crescere e nel 2021 sfiora i 70 km2 di nuove coperture artificiali in un solo anno. Il cemento ricopre ormai 21.500 km2 di suolo nazionale, dei quali 5.400, un territorio grande quanto la Liguria, riguardano i soli edifici che rappresentano il 25% dell’intero suolo consumato.

È il consumo di suolo in Italia fotografato dal Rapporto SNPA 2022 che, insieme alla cartografia satellitare di tutto il territorio e alle banche dati disponibili per ogni comune italiano, fornisce il quadro aggiornato dei processi di trasformazione della copertura del suolo a livello nazionale, comunale e provinciale.

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Tra il 2006 e il 2021 il Belpaese ha perso 1.153 km2 di suolo naturale o seminaturale, con una media di 77 km2 all’anno a causa principalmente dell’espansione urbana e delle sue trasformazioni collaterali che, rendendo il suolo impermeabile, oltre all’aumento degli allagamenti e delle ondate di calore, provoca la perdita di aree verdi, di biodiversità e dei servizi ecosistemici, con un danno economico stimato in quasi 8 miliardi di euro l’anno.

Il suolo consumato pro capite aumenta in Italia nel 2021 di 3,46 m2/ab e di 5,46 m2/ab rispetto al 2019 con un trend in crescita. Si passa, infatti, dai circa 349 m2/ab nel 2012 ai circa 363 m2/ab di oggi.

livello regionale la Valle d’Aosta è la regione con il consumo inferiore, ma aggiunge comunque più di 10 ettari alla sua superficie consumata, la Liguria è riuscita a contenere il nuovo consumo di suolo al di sotto dei 50 ettari, mentre Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Molise, Basilicata e Calabria si mantengono sotto ai 100 ettari. Gli incrementi maggiori sono avvenuti in Lombardia (con 883 ettari in più), Veneto (+684 ettari), Emilia-Romagna (+658), Piemonte (+630) e Puglia (+499).

I valori percentuali più elevati si collocano anche quest’anno in Lombardia (12,12%), Veneto (11,90%) e Campania (10,49%).

Tra i comuni, Roma conferma la tendenza dell’ultimo periodo e anche quest’anno consuma più suolo di tutte le altre città italiane: in 12 mesi la Capitale perde altri 95 ettari di suolo. Inoltre, Venezia (+24 ettari relativi alla terraferma), Milano (+19), Napoli (+18), Perugia (+13), e L’Aquila (+12) sono i comuni capoluogo di Regione con i maggiori aumenti.

Suoli urbani: oltre il 70% delle trasformazioni nazionali si concentra nelle aree cittadine cancellando proprio quei suoli candidati alla rigenerazione.

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Gli edifici aumentano costantemente: oltre 1.120 ettari in più in un anno distribuendosi tra aree urbane (32%), aree suburbane e produttive (40%) e aree rurali (28%).  Correre ai ripari è possibile: si potrebbe iniziare intervenendo sugli oltre 310 km2 di edifici non utilizzati e degradati esistenti in Italia, una superficie pari all’estensione di Milano e Napoli.

Il Veneto è la regione che ha la maggior superficie di edifici rispetto al numero di abitanti (147 m2/ab), seguita da Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Piemonte, tutte con valori superiori ai 110 m2/ab. I valori più bassi si registrano invece nel Lazio, in Liguria e Campania, rispettivamente con 55, 60 e 65 m2/ab, a fronte di una media nazionale di 91 m2/ab.

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Logistica: ben 323 ettari nel 2021 prevalentemente nel Nord-Est (105 ettari) e nel Nord-Ovest (89 ettari). Prosegue quindi il consumo di suolo dovuto alla costruzione di nuovi poli logistici rilevati anche in aree a pericolosità idrogeologica elevata.

Fotovoltaico a terra: poche le nuove istallazioni a terra fotografate dal SNPA nel 2021 (70 ettari), ma gli scenari futuri prevedono un importante aumento nei prossimi anni stimato in oltre 50 mila ettari, circa 8 volte il consumo di suolo annuale.

Oggi oltre 17 mila ettari sono occupati da questo tipo di impianti, in modo particolare in Puglia (6.123 ettari, circa il 35% di tutti gli impianti nazionali), in Emilia-Romagna (1.872) e nel Lazio (1.483).

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