Consiglio comunale: rendiconto di gestione 2020 sui fondi Covid

Ieri, 14 luglio, si è riunito il Consiglio Comunale per valutare il Rendiconto 2020 sui Fondi Covid e per definire le variazioni al bilancio.

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Il Consiglio comunale, riunitosi il 14 luglio, ha approvato, con venti voti a favore, cinque astenuti e uno contro, la rettifica al Rendiconto di gestione 2020, legata all’emergenza Coronavirus. Rispetto al documento già approvato lo scorso 20 maggio, l’avanzo vincolato derivante da Fondi Covid risulta essere di 1.127.012 euro anziché di 3 milioni

La modifica si è resa necessaria a seguito di alcune precisazioni arrivate negli ultimi mesi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sulla compilazione dei dati relativi al Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità. Quesiti questi, posti dall’Amministrazione comunale di Verona, in particolare sulle certificazioni da presentare in merito alla perdita di gettito connessa all’emergenza epidemiologica, al netto delle minori spese e dei ristori dello Stato. 

Con venticinque voti a favore, quattro contrari e uno astenuto, sono state approvate anche alcune variazioni al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2021–2023 e la destinazione degli 11 milioni e mezzo di euro dell’avanzo di amministrazione 2020. Tutto questo è dovuto a maggiori entrate, soprattutto da parte di Stato e Regione Veneto

Le principali destinazioni dell’avanzo

Quasi 3 milioni di euro dell’avanzo verranno destinati all’edilizia scolastica, 4 milioni circa alle strade, arredo urbano e segnaletica stradale, 1 milione e mezzo di euro verrà impiegato per nuovi arredi di scuole e asili nido, 200 mila euro per il restauro della Cinta Magistrale, 250 mila euro per la copertura delle scale mobili del parcheggio all’ex Gasometro, 160 mila euro per il restauro del Teatro Romano e 100 mila per il Castello di Montorio

Il documento, di conseguenza, prevede l’approvazione degli aggiornamenti del Programma Triennale dei Lavori Pubblici per gli esercizi 2020/2022 e dell’Elenco Annuale dei Lavori Pubblici per l’anno 2020, così come delle modifiche al Programma biennale degli acquisti di forniture e servizi inserito nel Dup. Sono stati accolti dall’Amministrazione comunale tutti gli otto emendamenti presentati. 

Entrambi i documenti sono stati illustrati dall’assessore al Bilancio Francesca Toffali, mentre a replicare c’era il capogruppo di Sinistra in Comune Michele Bertucco. Per la seconda delibera sono intervenuti anche i consiglieri comunali Carla Padovani di Gruppo misto, Federico Benini del Pd, Tommaso Ferrari di Traguardi Verona, Stefano Vallani del Pd e Alberto Zelger di Lega Nord. 

È stata approvata con ventiquattro voti, uno contrario e tre astenuti, la Variante 39 al Piano degli Interventi sulle nuove regole, misure applicative e criteri per determinare e attribuire i crediti edilizi da rinaturalizzazione, in attuazione delle leggi regionali e la conseguente istituzione di un nuovo Registro elettronico dei crediti edilizi

«Le normative ci chiedono di rideterminare i crediti edilizi da rinaturalizzazione, ossia da demolizione di edifici non più congrui, ma anzi problematici per ambiente e decoro, e il recupero dell’esistente – ha detto l’assessore all’Urbanistica Ilaria Segala -. Il Comune di Verona aveva già un registro dei crediti ma non di questo tipo. Verranno, quindi, aperti dei bandi pubblici per i privati, che potranno segnalare gli immobili in degrado o pericolosi, così verranno ricalcolati i volumi». 

«La Regione doveva lasciare ai Comuni il compito di applicare, anche sui crediti edilizi, la pianificazione edilizia, altrimenti questi si ritrovano a fare solamente un lavoro notarile – ha affermato il consigliere Bertucco, nella relazione di minoranza -. Se si fosse lavorato per tempo su un piano di assetto del territorio, non ci sarebbero delibere come queste di recepimento di leggi regionali, ma piuttosto riflessioni serie».

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