Consiglio comunale, è iniziato l’esame della Variante 29

Il 15 luglio, durante il Consiglio comunale, è stata analizzata la Variante 29, che detterà le linee dello sviluppo urbanistico fino al 2030.

Palazzo Barbieri Comune di Verona
Palazzo Barbieri Comune di Verona

È iniziato nel Consiglio comunale del 15 luglio l’esame della Variante 29, il documento che, partendo da precise scelte politiche di questa amministrazione, detta le linee dello sviluppo urbanistico da qui al 2030 e che trova nel recupero e nel minor consumo del suolo i suoi principi cardine.

Il documento è il frutto di mesi di intenso lavoro e di accordo con i soggetti pubblici, privati e i principali stake holders cittadini, interessati a intraprendere interventi di riqualificazione urbana, ambientale ed edilizia o azioni di riuso temporaneo.

Delle 189 manifestazioni di interesse arrivate per le quattro tipologie di bando, sono 50 le schede inserite nella Variante 29 scelte dalla Giunta, in quanto coerenti con le linee guida del documento urbanistico.

In relazione alle manifestazioni d’interesse ammesse, si parla di 72 ettari di urbanizzato complessivo, vi si ritrovano 15 ettari di recupero dell’esistente e 57 ettari di ristrutturazioni urbanistiche. Si tratta, dunque, di interventi al 39% a residenziale, al 27% ai servizi pubblici o privati ad uso collettivo, al 18% commerciali, al 7% di produttività-artigianale, al 6% al terziario e al 3% turistico-ricettivi.

L’ex stabilimento industriale in lungadige Attiraglio, ad esempio, verrà trasferito per fare posto a nuove residenze e ad aree verdi pubbliche, al Pestrino verrà recuperato il forte Santa Caterina. È poi in programma la rigenerazione dell’ex Tiberghien, che sarà la spinta per rivitalizzare il quartiere circostante, mentre in Basso Acquar nascerà una nuova residenza per anziani.

Delle rimanenti proposte, solo una piccola quota è stata esclusa, poiché non era conforme ai requisiti della Variante. In alcuni casi, invece, gli uffici tecnici hanno individuato percorsi amministrativi diversi, più idonei alla tipologia di intervento richiesto. E’ il caso, ad esempio, dell’ex carcere Campone e dell’ex sede della Camera di Commercio in piazza Erbe, la Domus Mercatorum, che seguiranno l’iter in variante ordinaria. Altre proposte saranno realizzate utilizzando il titolo edilizio, un iter più breve perché non necessita dello strumento di variante e nelle ultime fasi dell’istruttoria alcune proponenti si sono ritirati. Nel complesso, le risposte accolte positivamente sono l’80% di quelle complessivamente arrivate.

Ad arricchire il documento, ci sono, anche, dieci Masterplan guida, ovvero livelli superiori di pianificazione in cui sono definiti le indicazioni e principi che dovranno essere recepiti in fase di progettazione. Si tratta di veri e propri telai che saranno la base dei futuri interventi, in particolare per quelli più complessi o per le aree dove ce ne sono di più. In questo modo si rende omogeneo per servizi e infrastrutture la zona interessata.

Tra le caratteristiche principali della Variante 29, c’è una visione completamente nuova di trasformazione urbanistica, che si basa sul coordinamento tra i vari interventi. La Variante 29 disegna, infatti, il territorio in base alle diverse caratteristiche e necessità, alla ricerca di un’armonia dei vari contesti e di coerenza rispetto all’intero tessuto urbano. Per gli stessi Masterplan, sono state esaminate e valutate diverse componenti tra cui la viabilità, la presenza di piste ciclabili e ciclopedonali, il verde e i servizi ai cittadini. Il documento è stato illustrato all’aula dall’assessore alla Pianificazione Urbanistica Ilaria Segala.

«Con la Variante 29 viene lanciata la sfida di avviare un processo di recupero degli ambiti degradati e abbandonati della città, attraverso un progetto urbanistico di riqualificazione urbana e ambientale diffusa e puntuale – spiega l’assessore Segala –.
L’intento è quello di promuovere la riduzione del consumo di suolo e la riqualificazione ambientale, sostenendo azioni di ristrutturazione edilizia e urbanistica, di rimozione di condizioni di degrado e di rinaturalizzazione dei suoli, valorizzando, anche, interventi di demolizione, come forma di creazione di ricchezza e come opportunità per realizzare progetti di nuovo valore urbanistico, culturale, paesaggistico e sociale».

«Si tratta di un percorso di pianificazione che vuole confrontarsi con le sfide del reperimento e del risparmio delle risorse, della riqualificazione dello spazio pubblico, con modelli differenti di mobilità dolce proposti dal nuovo PUMS, in fase di approvazione adozione, e che vuole connettersi con le politiche ambientali comunali di risparmio energetico e adattamento climatico, individuate dal PAESC in fase di adozione e dall’Agenda 2030 – continua l’assessore -. L’obiettivo futuro della Variante 29 è quello di favorire, nell’attuazione del Piano degli Interventi e del PAT, specifici percorsi di trasformazione rigenerativa per quattro tipologie di degrado della città, da sviluppare attraverso l’apporto partecipativo dei protagonisti pubblici e privati alla progettazione, l’attuazione e gestione di interventi di riqualificazione, recupero e riabilitazione del tessuto urbano, sociale, economico delle parti di città più fragili per degrado, marginalità e abbandono».

«Un percorso che richiederà non solo di riconoscere i nuovi processi di trasformazione urbana e sociale e le tendenze in atto, con riferimento ai tessuti esistenti della città – precisa Ilaria Segala -, ma anche di correggere nel tempo la disciplina urbanistica e ambientale, che meglio consentirà di recepirle, sia a livello di Piano degli interventi, sia a livello di PAT».

«È una Variante che rappresenta un grande lavoro di studio e di partecipazione pubblica, – sottolinea il sindaco Federico Sboarina – volta a rivedere l’assetto urbano della città, con un grande ed importante riscatto delle aree degradate e abbandonate, che tornano a vivere rigenerando intere zone e quartieri cittadini – sottolinea il sindaco Federico Sboarina –. La città, che ha risposto positivamente, attende, ora, un lavoro politico volto ad assicurare il bene della collettività. Il confronto sullo sviluppo coerente che abbiamo progettato è importante, ma non deve mancare la volontà di operare per dare a Verona un documento urbanistico che ne cambierà il volto. Ora può davvero partire uno sviluppo coerente del territorio, la cui regia e controllo sono sempre in capo all’amministrazione, perché la rigenerazione che vogliamo deve inserirsi correttamente e in modo armonioso nel contesto, senza generare alcun impatto negativo. Prende, quindi, forma la nostra visione di città, in un complessivo rilancio e valorizzazione del territorio urbano».

«È un documento senz’anima, che non fa altro che recepire le indicazioni regionali, senza definire l’idea di città dell’Amministrazione Sboarina. Una Variante su cui non è stato portato avanti alcun confronto politico serio, ma sono state forzate tutte le tempistiche, dalla fase di esamina nella commissione competente ai tempi di discussione – ha evidenziato, nella relazione di minoranza, il capogruppo di Sinistra in Comune Michele Bertucco -. E’ chiaro il desiderio di giungere presto ad un nuovo successo amministrativo, che non porterà però alcun vantaggio alla città, anzi. La Variante, secondo quanto dichiarato dal sindaco, dovrebbe rappresentare un processo di rigenerazione per la città, nella realtà, invece, è l’ennesima operazione realizzata per fare cassa, con soluzioni che avvantaggiano privati a discapito del consumo di suolo. Nessuna idea di città, dunque, se non la volontà di speculare ancora una volta a discapito di Verona e dei suoi cittadini».

Nel dibattito, tuttora aperto, sono intervenuti, inoltre, i capigruppo Tommaso Ferrari di Traguardi Verona, Federico Benini del Pd e Carla Padovani di Gruppo misto.
Legati alla delibera, finora sono stati presentati oltre seicento emendamenti. I consiglieri, infatti, hanno tempo fino alla chiusura del dibattito per presentarne di ulteriori.

All’inizio della seduta è stato, infine, commemorato l’ex assessore Casimiro Margoni, deceduto il 3 giugno scorso. A darne memoria, in rappresentanza dei consiglieri comunali emeriti, è stato Gianarnaldo Caleffi.

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