Consiglio Comunale di Verona al Governo: «Riconoscere la Palestina come Stato sovrano e democratico»
Redazione
«Stop al genocidio e Palestina libera». Il Consiglio Comunale di Verona ha approvato all’unanimità la mozione che prevede la richiesta di riconoscimento della Palestina quale Stato democratico e sovrano che è stata presentata da Jessica Cugini di In Comune per Verona quale prima firmataria.

Essa impegna il sindaco e l’amministrazione a rappresentare le seguenti richieste al Governo:
- promuovere anche il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte dell’Unione Europea,
- sostenere in tutte le sedi il rispetto immediato del cessate il fuoco, la liberazione incondizionata degli staggi israeliani ancora nelle mani di Hamas, la protezione della popolazione civile di Gaza, la fine delle violenze nei territori palestinesi occupati, la fornitura di aiuti umanitari continui, rapidi e sicuri e il cosiddetto “Piano Arabo” per la ricostruzione e futura amministrazione di Gaza.
Seguono altre, non meno importanti, richieste come:
- sospendere urgentemente, ove in essere, le autorizzazioni di vendita di armi allo Stato di Israele,
- provvedere all’immediata sospensione dell’importazione degli armamenti dallo Stato di Israele,
- sostenere in sede europea e italiana l’adozione di sanzioni nei confronti del Governo israeliano per la sistematica violazione del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario e nei confronti dei coloni responsabili delle violenze in Cisgiordania,
- esigere la tutela dell’incolumità della popolazione civile della Cisgiordania,
- proporre azioni efficaci contro le violazioni del diritto internazionale e umanitario da parte del Governo di Israele,
- dare piena attuazione ai mandati di arresto emessi dalla Corte Penale Internazionale e sostenere, in tutti i consessi europei ed internazionali, la legittimità della Corte Penale Internazionale.
Nel suo intervento a favore, la seconda firmataria, Beatrice Verzè di Traguardi, ha sottolineato come «la mozione non parli solo di politica estera. Parla di umanità e parla di giustizia. Oggi ci troviamo in quest’aula con il peso e la responsabilità di dare voce a ciò che per troppi mesi è stato silenziato. A Gaza, da venti mesi, si consuma una delle più gravi tragedie del nostro tempo. E mentre tutto questo accade, in Europa e in Italia si tace. Un silenzio assordante, colpevole, che legittima e normalizza l’orrore. Oggi Verona dice basta. Si tratta di schierarsi dalla parte del diritto internazionale, della pace, dell’autodeterminazione di un popolo che vive da decenni sotto occupazione militare».

Alle due voci si aggiunge quella del terzo firmatario, Giuseppe Rea di Verona 5 Stelle, secondo il quale «riconoscere lo Stato di Palestina non è solo un atto politico, ma un atto di giustizia e di umanità. Significherebbe porre una pietra miliare sulla tutela dei diritti umani e soprattutto dei diritti dei bambini che hanno diritto di vivere in pace e in sicurezza, lontano dagli orrori della guerra. Questo genocidio deve finire. Le istituzioni italiane hanno il dovere di prendere provvedimenti seri e concreti per la tutela dei bambini, delle madri e di tutto il popolo palestinese. Stop al genocidio e Palestina Libera».
La consigliera Carla Padovani di Verona PER nel ricordare la strage umanitaria in corso a Gaza, ha infine tenuto a sottolineare che esiste un memorandum di intesa militare tra Italia e Israele che si rinnova dal 2003 all’8 giugno.
In Evidenza
A Cologna Veneta un incontro pubblico sul biometano e la transizione ecologica

Giornata ecologica regionale 2026, focus sulle api: stanziati 100mila euro

Il Veneto terzo in Italia per riciclo RAEE: 22.800 tonnellate gestite da Erion WEEE nel 2025

Aria inquinata, Veneto e Verona ancora insufficienti

“Materia Viva” al Teatro Santa Teresa: una serata dedicata al riciclo dei RAEE

Si accende la CER di Povegliano Veronese: via libera dal GSE

“Rifiuti preziosi” in tasca e in casa: Amia lancia la campagna di raccolta RAEE

Cicloturismo: in Italia si comprano meno bici ma si pedala di più

Gli abeti di Natale buttati? Ora avranno una nuova vita





