Congresso famiglia, mons. Zenti porta il saluto

Dopo la nota diffusa alcuni giorni fa in cui dichiarava che la «Diocesi di Verona si astiene dal prendere parte al conflitto politico su di un tema che, ritiene, non meriti il linguaggio violento e ideologico di questi giorni», il vescovo di Verona mons. Giuseppe Zenti conferma la posizione annunciando, con un’intervista rilasciata oggi al…

Dopo la nota diffusa alcuni giorni fa in cui dichiarava che la «Diocesi di Verona si astiene dal prendere parte al conflitto politico su di un tema che, ritiene, non meriti il linguaggio violento e ideologico di questi giorni», il vescovo di Verona mons. Giuseppe Zenti conferma la posizione annunciando, con un’intervista rilasciata oggi al quotidiano La Stampa, che parteciperà al congresso.

«Sarebbe disdicevole se tra i congressisti e chi li avversa scoppiasse una guerriglia di parole aggressive, slogan e inscenate fuori misura» dichiara Zenti al giornalista Domenico Agasso, rivelando che parteciperà alla kermesse per portare un saluto e rivolgere una parola sull’argomento, ovviamente dopo aver chiesto il consenso del Dicastero della Famiglia.

Il vescovo risponde alla domanda che chiede cosa ne pensa di chi definisce la manifestazione come una riesumazione del Medioevo. «La storiografia illuminista ed ideologica che classifica il Medioevo come oscurantista fa parte del passato. – prosegue Zenti sulle pagine de La Stampa – Mi sembra strano che alcuni la vogliano riesumare senza conoscere il patrimonio dei valori culturali del Medioevo. Ogni persona, cattolica o no, che partecipa al Congresso esprime un atto di libertà civile e nessuno ha il diritto di snobbarla o addirittura di insudiciarne il volto».

Monsignor Zenti auspica anche un rasserenamento del clima generale: «Premesso che personalmente non conosco tutte le componenti culturali dei partecipanti, e di conseguenza mi astengo da ogni valutazione preconcetta, – conclude – preferisco attendere i risultati, sui quali esprimere eventualmente consenso o meno. In ogni caso, auspico che il Congresso si svolga in un clima di grande libertà espressiva; svolga argomenti di interesse comune; elabori itinerari culturali, sociali e legislativi capaci di focalizzare l’insieme delle criticità e delle prospettive sulla realtà famiglia istituzione; vengano evitate punte polemiche che non giovano a nessuno».

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