Confartigianato Verona, i suggerimenti ai candidati sindaco

Stamattina si è tenuta un'assemblea tra i principali dirigenti di Confartigianato e i candidati sindaco per suggerire e condividere idee sulla riqualificazione e il miglioramento della città di Verona

Confartigianato
Dirigenti di Confartigianato

A Verona il 7 giugno 2022 si è tenuto un confronto tra i vertici dirigenziali di Confartigianato Imprese Verona e i
candidati al ruolo di sindaco alle prossime Amministrative del 12 giugno
. Nei giorni scorsi, la principale associazione artigiana della provincia ha messo tutti e sei i contendenti al ruolo di primo cittadino del capoluogo scaligero davanti ad una platea formata dai propri rappresentanti direttamente interessati, perché residenti od operanti nel Comune di Verona. «Abbiamo dato loro l’opportunità di illustrare, personalmente e singolarmente, il proprio programma e di confrontarsi con i rappresentanti dell’Associazione in merito alle esigenze e alle proposte provenienti dal mondo dell’artigianato e della piccola impresa», le parole di Roberto Iraci Sareri, presidente di Confartigianato Imprese Verona.

Paola Barollo, Anna Sautto, Federico Sbarina, Damiano Tommasi, Flavio Sboarina, Alberto Zelger
In ordine alfabetico: Paola Barollo, Anna Sautto, Federico Sboarina, Damiano Tommasi, Flavio Tosi, Alberto Zelger


A Paola Barollo, Anna Sautto, Federico Sboarina, Damiano Tommasi, Flavio Tosi e Alberto Zelger, è stata proposta una selezione di cinque domande, uguali per tutti, con un tempo prestabilito per la risposta e, in conclusione, un momento di libera illustrazione del proprio programma, per un totale di 45 minuti di intervento: un format che Confartigianato ha scelto per avere la possibilità di ascoltare, privilegiando l’interazione personale con i rappresentanti dell’Associazione e delle imprese, interessati a conoscere meglio ogni singolo candidato e la sua visione per il domani della città.


«A Tutti i candidati – spiega Valeria Bosco, Segretario provinciale di Confartigianato – è stato consegnata una cartellina contenente un documento di proposte, idee e stimoli sui quali avviare un confronto ‘per la prossima Verona’, oltre ad una fotografia aggiornata sul mondo dell’artigianato del territorio e un report nel quale l’Associazione è tornata a denunciare, in particolare, la situazione di degrado e insicurezza nella quale, da anni, è piombato il quartiere Sacra Famiglia, dove è collocata la sede associativa provinciale, allargando poi la sensibilizzazione dei candidati verso una maggiore attenzione a tutti i quartieri periferici»


In una trentina di pagine, Confartigianato Verona ha condensato le proprie indicazioni e suggerimenti: dalla semplificazione normativa e omogeneizzazione territoriale dei regolamenti e delle politiche tariffarie, alla lotta all’abusivismo, al lavoro nero o irregolare, alla contraffazione e alle infiltrazioni mafiose; dalle idee per grandi e piccole opere, infrastrutture viarie e digitali, alla costituzione di un fondo per gli interventi a sostegno delle neo-imprese di micro e piccole dimensioni, dalla richiesta di un impegno preciso nell’ascolto preventivo delle Associazioni di categoria in materia di regolamenti di settore e delibere comunali riguardanti l’attività d’impresa, allo studio di soluzioni per frenare, per il centro storico, il progressivo impoverimento di attività
piccolo imprenditoriali, di vicinato, sia sul piano produttivo, sia, in particolare, su quello della fornitura di servizi.

Gruppo Confartigianato, Iraci Sareri


«Inoltre – continua il Presidente Iraci Sareri –, abbiamo voluto fornire il nostro contributo per quanto riguarda la riqualificazione di aree come la Zai Storica, la Marangona, le frazioni, con proposte e campanelli d’allarme in merito a nuove strutture attrattrici di altro traffico, centri commerciali, parchi pubblici, politiche del lavoro e formazione, rilancio dell’occupazione giovanile, l’attrattività e la promozione del territorio, il turismo, la maggiore attenzione verso le imprese locali nella realizzazione delle opere pubbliche e nella partecipazione agli appalti, sempre nell’ambito di leggi e regolamenti nazionali ed europei. Senza dimenticare l’eterno dibattito legato al traforo, sul quale la nostra posizione è sempre stata chiara: a Verona, partendo dal nord della provincia,
servirebbe un’opera urbanistica che diventi arteria di attraversamento, non di entrata in città

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