Confartigianato sulle elezioni: «I veronesi eletti devono agire, servono certezze»

Il presidente Iraci Sareri si fa portavoce delle criticità della categoria e lancia un appello al nuovo Governo: si affida ai 9 parlamentari scaligeri e chiede manovre concrete. Stilato manifesto in difesa di 4,4 milioni di artigiani

Chiusa la tornata elettorale che ha decretato la vittoria del centro destra con la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che ha fatto incetta di voti, dalle varie categorie professionali iniziano ad arrivare i primi commenti: «L’auspicio è che tutti gli eletti, ma in particolare i Deputati e i Senatori veronesi e del Veneto, nuovi e riconfermati, di qualsiasi schieramento politico, tengano presenti i documenti con le richieste e le proposte di Confartigianato, che nelle scorse settimane di campagna elettorale li hanno raggiunti sia a livello nazionale, sia regionale e sia su nostra iniziativa».

E’ il commento di Roberto Iraci Sareri, Presidente di Confartigianato Imprese Verona: all’indomani delle elezioni rivolge il suo appello alle forze politiche ora in campo, soprattutto, ai deputati e ai senatori veronesi. Sono nove i veronesi che sono riusciti ad accaparrarsi una poltrona in Parlamento; solo due le donne, nessuno del Partito Democratico: Paolo Tosato della Lega al Senato, Lorenzo Fontana (Lega) e Ciro Maschio (Fratelli d’Italia) alla Camera dei Deputati. Al Senato, per Fratelli d’Italia c’è Matteo Gelmetti, per l’Alleanza Verdi-Sinistra Aurora Floridia. Alla Camera, per Fratelli d’Italia Maddalena MorganteMarco PadovaniGianmarco MazziFlavio Tosi.

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«Alla coalizione che ha ottenuto la fiducia dei cittadini – continua Iraci Sareri – torniamo a chiedere di saper guardare e ascoltare la realtà produttiva rappresentata da 4,4 milioni di artigiani e di micro e piccole imprese con 10,8 milioni di addetti. Tradotto in peso sull’economia, significa il 99,4% del nostro tessuto imprenditoriale e il 64% del totale degli occupati. Per noi è inconcepibile che la politica non presti attenzione a questo universo di imprenditori che tiene in piedi, nel vero senso della parola, il nostro Paese».

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«Quella attuale non è la situazione migliore in cui ritrovarsi a governare la nazione – aggiunge il Presidente Iraci Sareri –. Ci sono migliaia di imprenditori pronti a sospendere l’attività, perché non concepiscono il fatto di dover lavorare come dannati solamente per pagare bollette che non hanno alcuna ragione concreta di essere così alte se non quella di arricchire una élite di speculatori: sono i ‘capitani coraggiosi’ della micro, piccola e media impresa italiana. Artigiani e imprenditori, senza ‘paracadute’, affrontano i rischi. Ora basta promesse, bisogna passare ai fatti: non c’è più tempo se si vogliono salvare imprenditoria e lavoro. La demagogia deve scomparire e lasciare posto alle certezze».

Il “Manifesto” di Confartigianato: le richieste al nuovo Governo

Nell’agenda delle priorità di Confartigianato, tra le prime necessità evidenziate, quella di un fisco leggero visto che oggi cittadini e imprenditori pagano 32,8 miliardi di maggiori tasse rispetto alla media dell’Eurozona. Da riformare anche la macchina burocratica: oggi l’Italia è al 24esimo posto nell’Ue per la qualità dei servizi pubblici e soltanto il 28% delle amministrazioni locali gestisce completamente pratiche on line.

‘Lavoro di qualità’ è un altro dei punti del Manifesto con il quale Confartigianato dice no al salario minimo legale e sì al lavoro di cittadinanza; chiede di ridurre il cuneo fiscale e contributivo sul lavoro, che in Italia pesa il 46,5%, contro una media Ue del 41,7%. Confartigianato sollecita anche la riduzione dei costi di elettricità e gas, aumentati del 108% nell’ultimo anno, fissando un tetto europeo al prezzo del gas, attuando una riforma strutturale della bolletta e sostiene le energie rinnovabili.

Proposti incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici, sciogliendo rapidamente il grave problema dei 5,2 miliardi di crediti fiscali incagliati legati ai bonus edilizia. Il Manifesto di Confartigianato punta poi sull’accesso al credito, affinché sia assicurato sostegno al Fondo di garanzia per le Pmi e a sistemi di garanzia misti pubblico-privati, con una dotazione finanziaria adeguata. Proseguire spediti nell’attuazione del Pnrr è un’altra sollecitazione di Confartigianato; altrettanto inclusive e accessibili per le piccole imprese dovranno essere le transizioni green e digitale.

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