Confagricoltura:”2018 provato dal maltempo”

Produzioni medie, ma in molti casi mortificate da eventi atmosferici straordinari e da insetti: questo il bilancio poco roseo dell’anno che si è chiuso, in linea con quanto riferisce anche Cia.

Il 2018 dell’agricoltura veronese va in archivio con produzioni medie ma, in molti casi, mortificate da un andamento meteo sfavorevole e da insetti, come la cimice asiatica, contro i quali non si sono ancora trovati sistemi difensivi efficaci. “L’annata era partita bene – spiega Paolo Ferrarese, presidente di Confagricoltura Verona -. In primavera avevamo avuto precipitazioni abbondanti e un clima favorevole, che ha portato a uno sviluppo soddisfacente delle colture. Poi, già da maggio, la stagione ha cominciato a prendere una brutta piega. Prima i campi sott’acqua a causa dei continui acquazzoni e delle grandinate. Poi, in luglio, il violento fortunale e le trombe d’aria che hanno distrutto interi frutteti nel Basso Veronese e causato danni ingenti alle strutture. Infine il violento acquazzone con gli allagamenti che hanno causato altri danni gravissimi, soprattutto in Valpolicella. A questo va aggiunto il flagello della cimice asiatica, che ha azzerato qualsiasi possibilità di reddito sulla frutta, sulle orticole, ma anche sulla soia e sul mais”.

Sul fronte frutticolo da registrare un altro anno di crisi, non solo a causa della cimice ma anche per la concorrenza sul mercato. “Prezzi insoddisfacenti per le pesche e per le ciliegie, danni fino all’80 per cento per le pere e del 30 per cento per le mele, anche se le qualità estive hanno avuto un buon riscontro sul mercato – elenca Ferrarese -. Come sempre le note positive sono arrivate dalla vitivinicoltura, con una produzione eccezionale anche se, proprio in conseguenza all’abbondanza di uva, le quotazioni hanno segnato un ribasso. Per quanto riguarda il latte, produzione elevata ma prezzi insoddisfacenti. I bovini da carne segnano un mercato abbastanza stabile, mentre il momento favorevole per i suini sembra stia per concludersi, anche per il probabile effetto sui consumi dovuto alla diffusione in alcune aree dell’Europa della peste suina. Negli avicoli l’influenza aviaria ha continuato a causare enormi danni diretti ed indiretti, e le preoccupazioni non sono ancora purtroppo finite, perché il Basso Veronese è stato inserito nelle zone ad alto rischio. Per quanto riguarda i cereali, male la soia, devastata dalla cimice, mentre sono andati meglio i vernini e le leguminose da industria come fagiolo, pisello e fagiolino”.

Il 2019 si apre con alcuni segnali positivi in arrivo dalla manovra economica, che vanno dal potenziamento per la promozione del made in Italy alla proroga del bonus verde e alla possibilità di vendere al dettaglio prodotti di altri agricoltori: “Per quanto riguarda noi agricoltori, dovremo essere in prima fila nell’innovazione e nella crescita della sostenibilità – auspica Ferrarese -. Chiediamo però alla politica che ci dia le risposte e le certezze che l’agricoltura attende da tempo. L’eterogeneità delle componenti partitiche del governo è tale per cui si finisce per fermarsi alle indicazioni di un contratto che non contempla alcuni grandi temi ai quali Confagricoltura tiene molto come la ricerca, la sperimentazione – che deve essere anche di campo – e le più moderne tecniche biotecnologiche”.