Condannato a 7 anni di carcere, uccise un giovane. Per tribunale non è colpa dello Stato

La vittima, David Raggi, era stato ucciso da un cittadino marocchino che avrebbe dovuto scontare una pena di 7 anni in carcere ed essere espulso dal Paese. Ora il tribunale ha condannato la Presidenza del Consiglio al pagamento di un indennizzo a favore della famiglia.

Non c’è alcuna responsabilità da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri, del ministero dell’Interno e di quello della Giustizia per la mancata espulsione e carcerazione di Amine Aassoul, il cittadino marocchino, clandestino che uccise a Terni nel 2015 David Raggi nonostante dovesse scontare un cumulo di pene di oltre sette anni.

Ora, quindi, ai familiari del giovane spetta solo un indennizzo sulla base del riconoscimento dei benefici della legge in favore delle vittime di reati violenti intenzionali: è quanto ha deciso il tribunale civile di Roma, che ha condannato la stessa Presidenza del Consiglio al pagamento di 7.200 euro ciascuno nei confronti del padre, della madre e del fratello del ventisettenne. “Sono quattro anni che continuano ad ammazzare mio fratello, avrei preferito che ci avessero riconosciuto una cifra pari a zero, avrebbero fatto più bella figura” ha detto Diego Raggi, il fratello di David. “Vale più la vita di un cane che quella di mio figlio”, il commento di papà Valter. (Ansa)