Concessione A22, la replica a D’Arienzo di Zanotto e Scalzotto

È l'ennesimo botta e risposta fra il Comune e la Provincia di Verona da una parte e il senatore Vincenzo D'Arienzo dall'altra.

Luca Zanotto - Manuel Scalzotto
Luca Zanotto e Manuel Scalzotto

È l’ennesimo botta e risposta fra il Comune e la Provincia di Verona da una parte e il senatore Vincenzo D’Arienzo dall’altra. Terreno di scontro il rinnovo della concessione autostradale per la Modena-Brennero.

Ieri il senatore del Partito Democratico aveva espresso soddisfazione per la direzione intrapresa verso il rinnovo “in house”, con liquidazione dei soci privati. Sul tema, un paio di mesi fa si erano espressi il sindaco di Verona Federico Sboarina e il presidente della Provincia Manuel Scalzotto, preoccupati per il rischio di perdere 477 milioni di euro di investimenti in 10 anni per l’A22. Il dibattito a distanza era continuato nella prima metà di ottobre.

D’Arienzo aveva annunciato: «Il Governo ha inserito la soluzione per il rinnovo della concessione per la tratta autostradale Modena-Brennero nella Legge di Bilancio».

«Da gennaio, quindi, possono essere liquidati i privati e rinnovata la concessione “in house” in modo da sbloccare i tanti milioni di euro di investimenti previsti per nuove opere sul nostro territorio» è la visione di D’Arienzo.

Di altro avviso sono il vicesindaco di Verona Luca Zanotto e il presidente della Provincia Manuel Scalzotto, che tornano a dare voce alla propria opinione.

«Come si fa a gioire di una soluzione che potrebbe mettere in pericolo gli investimenti sul territorio, come la terza corsia o altri importanti cantieri?», commenta il vicesindaco con delega ai Trasporti Luca Zanotto. «Con l’ipotesi da lui ventilata, il senatore D’Arienzo rischia di ottenere lo stallo completo della società autostradale che vedrà partire un lungo periodo di carte bollate e ricorsi, già annunciati dai privati».

«In un momento come questo, con la grave crisi economica dovuta alla pandemia, l’ipotesi della proroga perseguita dai soci del Sud serve per traghettare la questione del rinnovo della concessione oltre l’attuale momento drammatico. Anche perché l’eventuale liquidazione dei privati non è ancora chiaro su quali parametri debba essere effettuata, visto che i dati del traffico sono falsati dal Covid».

«Eravamo ben consapevoli che la proroga fosse la soluzione migliore per i nostri territori, così come lo eravamo sul fatto che si trattasse di una soluzione complessa e raggiungibile solo con un pressing costante e deciso del Governo anche nei confronti dell’Europa – commenta il presidente Scalzotto –. Un’azione di cui non si è avuta la minima percezione. Questa scelta, fatta lontana dai territori, a mio avviso inciderà sul peso reale che Verona avrà in futuro in Autobrennero. A scapito del nostro tessuto, perchè le opere che verranno effettivamente realizzate non saranno quelle programmate e concretizzabili con la proroga della concessione».

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