Comune di Verona, si comincia con l’autoproduzione di energia verde
L’Amministrazione comunale di Verona punta all’autoproduzione di energia da fondi rinnovabili, quali i pannelli fotovoltaici o la geotermia. L’obiettivo è di autoprodurre in modo sostenibile tutta l’energia necessaria per gli edifici pubblici entro il 2023. Per farlo si affida all’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo sostenibile e con il supporto tecnico operativo di Agsm Aim.
Si tratta di un obiettivo nella prospettiva della carboneutrality, per cui l’Amministrazione sta già lavorando da mesi e che sarà realizzato grazie ad un vero e proprio Masterplan, ovvero un’analisi del territorio comunale per capirne le potenzialità sul tema dell’installazione di fonti energetiche rinnovabili. Il Masterplan consentirà in sintesi di trasformare un’analisi in azione.
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Un lavoro in cui il Comune è affiancato dall’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo sostenibile, scelta come consulente per farsi accompagnare in questo percorso, e da Agsm Aim, coinvolta sia per la fase iniziale di raccolta dati e informazioni tecniche, sia per il ruolo che potrà avere quando serviranno investitori per realizzare gli interventi pianificati.
Si parte dai database e dalle mappature. Serve infatti capire con i numeri lo stato attuale dei patrimonio pubblico, quanto consumano e le caratteristiche edilizie, ma anche effettuare una panoramica su altre opportunità, visto ad esempio che i pannelli fotovoltaici possono essere installati anche a terra. Il tutto, all’interno di una visione che tenga in considerazione anche le altre azioni già avviate o in procinto di esserlo in tema di transizione ecologica, dall’efficientamento degli edifici pubblici all’acquisto di energia esclusivamente verde, al piano della mobilità elettrica all’incentivo statale ‘conto termico’.
«La vera novità rispetto al passato, sta nella scelta di dotarsi di una strategia che a medio e lungo termine possa davvero raggiungere gli obiettivi prefissati» ha spiegato l’assessore alla Transizione ecologica Tommaso Ferrari. «Un percorso che condivideremo con le istituzioni pubbliche ma anche con gli stakeholders e le categorie imprenditoriali del territorio, perché è una sfida complessa che guarda lontano e che punta ad allineare Verona alle città più virtuose in tema di transizione ecologica. La scelta di collaborare con AESS va nella direzione di dare organicità di indirizzo a questo percorso, e lo facciamo grazie ad un partner competente e qualificato che affiancherà i nostri uffici».
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Il presidente di Agsm Aim Federico Testa ha sottolineato «l’importanza della scelta strategica da parte del Comune, bisogna chiedersi come raggiungere la de carbonizzazione e quale ruolo può avere il pubblico per trainare le azioni del privato. Si parla tanto di comunità energetiche senza però avere chiara la complessità di un processo in cui devono convergere diversi elementi. Quanto al masterplan, finalmente il Comune procede con la mappatura degli edifici pubblici e delle loro potenzialità, finalmente il Comune mette in campo una strategia definita».
«L’Agenzia affianca 165 enti in tutta Italia distribuiti su 10 regioni» ha detto la presidente di AESS Benedetta Brighenti. «Di progetti e obiettivi ne vediamo tanti ma posso dire che quello circoscritto del Comune di Verona è unico nel suo genere, grazie al pragmatismo e alla forza del suo piano strategico che parte dalla conoscenza per arrivare alle soluzioni. Raggiungere la carbon neutrality è difficile per gli enti privati ma lo è ancora di più per quelli pubblici, dove sono maggiori il patrimonio e i dati da aggregare per mettere a punto una strategia. Il nostro ruolo di agenzia è quello di aiutare il Comune e tutta la sua struttura tecnica nell’identificare quali strade ci sono perché la parte politica possa scegliere quelle più adatte per rendere gli edifici pubblici comunali sostenibili».
«Il primo step sarà l’analisi del patrimonio edilizio pubblico su cui installare gli impianti rinnovabili» ha spiegato il direttore generale di AESS Piergabriele Andreoli. «A cui abbinare le procedure pubbliche più snelle ed efficaci, i fondi europei, statali e regionali, il nuovo codice per gli appalti, il fundrusing, il supporto agli investimenti privati sul patrimonio pubblico, tutte azioni che messe insieme posso fare la differenza».
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