Commissione Von der Leyen, visioni diverse nel centrodestra veronese

Uniti a Roma, divisi a Bruxelles. Così gli europarlamentari veronesi, Tosi, Polato e Borchia, vedono in modo molto diverso il via libera alla nuova Commissione Europea.

Nasce la seconda Commissione von der Leyen dell’Unione Europea. Il Collegio dei Commissari, di cui dopo lunghe discussioni è entrato a far parte anche l’italiano Raffaele Fitto, di Fratelli d’Italia, dovrebbe entrare in carica il 1° dicembre.

Dopo un dibattito con Ursula von der Leyen sul suo nuovo programma e squadra, oggi gli eurodeputati hanno approvato l’intero Collegio dei Commissari con una votazione per appello nominale. 370 deputati hanno votato a favore, 282 contro e 36 si sono astenuti, nel voto di investitura della Commissione europea 2024-2029. 

Si tratta della maggioranza più risicata nella storia del Parlamento e della Commissione Europea.

Sono binari paralleli che non si incontrano mai, le posizioni dei tre rappresentanti veronesi – tutti del centrodestra – che a Bruxelles si trovano su schieramenti opposti.

In piena maggioranza Flavio Tosi, europarlamentare di Forza Italia e del Ppe-Partito Popolare Europeo. Fuori dalla maggioranza di “governo” europeo che ha scelto Von der Leyen è Fratelli d’Italia, rappresentata all’Europarlamento da Daniele Polato, nel gruppo Ecr-Conservatori e riformisti Europei, ma collaborativa, a sostegno del commissario Raffaele Fitto. Completamente all’opposizione Paolo Borchia, capo delegazione della Lega e membro del gruppo Patrioti per l’Europa.

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Ursula Von der Leyen - Foto EU2024-EP
Ursula Von der Leyen – Foto EU2024-EP

Flavio Tosi, esprime soddisfazione per il via libera del Parlamento europeo alla Commissione di Ursula von der Leyen: «Decisiva e vincente l’azione di Forza Italia che, contro ogni veto e pregiudiziale dei socialisti, si è spesa affinché il Ppe imponesse Fitto come vicepresidente e commissario dopo l’indicazione della premier Meloni. Fitto è la persona giusta per difendere gli interessi del nostro Paese».

Tosi augura buon lavoro alla nuova Commissione von der Leyen «che metterà fine all’ideologismo ambientalista e anti-impresa di Verdi e Socialisti che ha caratterizzato la scorsa legislatura. Stop alle direttive sulle case green, stop al divieto dei motori endotermici nel 2035. Giusto accompagnare l’Ue nella transizione ecologica, ma non a danno delle aziende, non mettendo fuori mercato la nostra economia a favore di Stati Uniti e Cina».

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«Grazie a Giorgia Meloni, l’Italia torna protagonista in Europa!» è la soddisfazione anche di Daniele Polato. «Per la prima volta, il nostro Paese ottiene il ruolo di Vicepresidente Esecutivo, assegnato a Raffaele Fitto, con deleghe chiave come la coesione e lo sviluppo regionale. Questo importante risultato non è solo un riconoscimento della competenza italiana, ma rappresenta anche la centralità ritrovata del nostro Paese nelle politiche europee, grazie al lavoro e alla visione del governo guidato da Giorgia Meloni».

Nessun sostegno dalla Lega e da Paolo Borchia: «Chiarezza fin da subito: la Lega non può votare questa Commissione. Abbiamo sentito mille promesse in campagna elettorale, ma il futuro sembra peggiore del passato. Gli europei, basta guardare i recenti voti in Romania e Austria, hanno chiesto e stanno chiedendo un progetto nuovo. Si sono ritrovati con una minestra riscaldata. Chi vota questa Commissione si accontenta di un’Unione ridimensionata a livello mondiale, che abdica il suo ruolo a Cina e Stati Uniti».

«Chi la vota, avalla gli accordi tradiscono la volontà popolare. Tranne poche lodevoli eccezioni – in bocca al lupo a Fitto e Vahrely – troppi i commissari nominati non per merito, ma per compiacere la voglia di comandare di partiti, partitini e gruppi politici. Secondo la logica, a tratti sessantottina, della valutazione a pacchetto, uno scambio di figurine mal riuscito. Tutti preoccupati di apparire vincitori piuttosto che di mettere sul tavolo i candidati migliori. Con arroganza, con disprezzo del regolamento. Pensando agli imprenditori, agli agricoltori. E soprattutto ai giovani: Con coerenza. Con onestà: la Lega ribadisce il suo no al bis di Ursula Von der Leyen».

Critica, per tutti altri motivi, anche Cristina Guarda (Verdi/ALE), eurodeputata vicentina: «Abbiamo votato contro la nuova Commissione UE per una questione di principio e di visione politica. Non possiamo accettare una Commissione debole sul clima, che torna all’austerità e affida incarichi chiave a Raffaele Fitto, meloniano, e Oliver Varelyi, fedelissimo di Viktor Orban, compromettendo i valori antifascisti e democratici dell’Europa. Un’altra scelta era possibile, ma Von der Leyen ha voluto guardare a destra. E ogni scelta ha le sue conseguenze». Così Guarda, in una nota a commento della votazione.

«A luglio ho dato fiducia a Von der Leyen, pur con grande fatica, per evitare uno spostamento verso l’estrema destra che avrebbe potuto danneggiare politiche sociali e ambientali fondamentali. Tuttavia, Von der Leyen e il PPE hanno scelto di aprire a destra: un passo indietro che temevamo. E che si è rivelato controproducente anzitutto per loro, come dimostra l’esito della votazione di oggi. Von der Leyen perde 31 voti rispetto al voto di luglio, ottenendo solo il 51% di favorevoli, la maggioranza più bassa della storia europea. È una Commissione più debole e piena di contraddizioni, senza una posizione condivisa su diritti civili, transizione ecologica e relazioni internazionali, soprattutto con gli USA di Trump», aggiunge Guarda.

«La scelta di oggi, che ci pone fuori dalla maggioranza, non è stata facile, né presa a cuor leggero. Ma era l’unica possibile: è una questione di coerenza e rispetto per chi rappresentiamo. Non siamo qui per accontentarci o per accettare compromessi che tradiscono i nostri valori. Siamo qui per costruire un’Europa giusta, sostenibile e solidale. Il mio impegno è chiaro: continuerò a difendere politiche che mettano al centro la giustizia climatica, sociale e i diritti civili, lavorando ogni giorno per chi crede in un’Europa, un’Italia e un Veneto migliori», conclude l’eurodeputata.

A sostegno della nuova commissione, con qualche distinguo, il Partito Democratico. «Con numeri che sono andati assottigliandosi rispetto alla votazione di luglio e con quasi tutti i principali gruppi politici divisi al loro interno, la Commissione Von der Leyen passa la prova del voto parlamentare, rendendo evidente che guardare a destra non allarga la maggioranza, ma la infragilisce», dichiara Annalisa Corrado, Segreteria PD e MEP S&D. «Una Commissione indebolita, quindi, come risultato delle forzature messe in atto a più riprese da Weber (PPE): giocando a costruire maggioranze variabili aprendo a destra, ha messo a repentaglio la forza politica che il Parlamento può e deve esprimere nella direzione della coesione europea e di un posizionamento forte internazionale negli ambiti della transizione energetica, del contrasto alla crisi climatica, della pace. Vigileremo ogni giorno, come Partito Democratico e come gruppo S&D, perché questi capisaldi restino centrali nel lavoro della Commissione e non vengano traditi».

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