Coltivazione cave nuove norme dalla Regione

VENEZIA – “Il 22 maggio in giunta regionale è stato adottato il disegno di legge con le nuove Norme per la disciplina dell’attività di cava. Sarà ora trasmesso in Consiglio Regionale, che dovrà discuterlo e approvarlo, e in quella sede ci sarà un ampio confronto con gli operatori del settore e tutti i soggetti pubblici e privati”. E’ quanto ha annunciato l’assessore regionale alle politiche ambientali Maurizio Conte all’indomani dell’adozione dal parte della giunta veneta della proposta che andrà a sostituire la legge regionale in materia di attività estrattive (n. 44) risalente al 1982.

Quello della coltivazione delle cave – aggiunge l’assessore – è da sempre un tema delicato, in quanto si tratta di un’attività imprenditoriale da cui non si può prescindere ma che ha un impatto sul territorio. La nostra proposta punta a regolare la materia in maniera equilibrata per il territorio, guardando alle opportunità e alle prospettive”.

Il disegno di legge definisce l’ambito di applicazione delle norme, con attenzione anche su scavi per opere pubbliche o private ove l’estrazione di materiale sia attività prevalente, con l’obiettivo di un’applicazione della normativa senza distorsioni. Vengono individuati i gruppi di materiali, che saranno di due tipologie: materiali di Gruppo A per i quali le autorizzazioni saranno di competenza della Regione e materiali di Gruppo B per i quali la competenza sarà dei Comuni. E’ prevista la redazione del Piano Regionale delle Attività di Cava (PRAC) che indicherà i criteri di coltivazione e la ripartizione delle quantità fra gli ambiti estrattivi in relazione ai fabbisogni di ciascuna provincia.

Tra gli aspetti innovativi, la proposta della giunta veneta prevede l’obbligo di indicare le opere di ricomposizione ambientale ai fini della valutazione delle richieste, opere che dovranno essere contestuali ai lavori estrattivi. La normativa indica anche la procedura per interventi soggetti a valutazione di impatto ambientale e prevede la ridefinizione di alcuni istituti introdotti dalla legge 44/82 e riguardanti la proroga della durata dell’autorizzazione, che sarà fortemente limitata, la decadenza e la revoca. Viene introdotto, inoltre, un sistema di partecipazione finanziaria dell’imprenditore ai costi che la Regione e soprattutto i Comuni sopportano per gli interventi di mitigazione degli effetti che l’attività estrattiva produce sul territorio.

La redazione