Clochard bruciato vivo, il nipote: “Una vergogna”

Rabbia e incredulità nelle parole di Salah Fdil, nipote di Ahmed Fdil, il clochard morto carbonizzato nella sua auto a Zevio nel dicembre del 2017. Ieri, infatti, il Tribunale dei Minori di Venezia ha preso la decisione di non condannare i due ragazzi responsabili dell’omicidio.

“Mi aspettavo giustizia, solo quello. Non chiedo vendetta”. Così Salah Fdil, nipote del clochard morto carbonizzato la sera del 13 dicembre 2017 a Santa Maria di Zevio, in provincia di Verona. Ahmed Fdil, 64 anni, era conosciuto da tutti in paese e viveva dentro la sua auto, dove è arso vivo dopo che due ragazzini avevano gettato alcuni pezzi di carta infuocata nell’abitacolo.

Ieri è arrivata la decisione del Tribunale dei Minori di Venezia che non ha emesso condanne per i due responsabili dell’omicidio: “Mi vergogno di questa sentenza, inaccettabile per l’Italia – ha dichiarato Salah – Un sistema giudiziario che non rispetta gli essere umani oltraggia la vostra bandiera”.