Classifica province del Sole 24 Ore: Verona decima e critiche sicurezza
Come ogni anno il Sole 24 Ore pubblica la classifica sulla qualità della vita nelle province italiane. E come ogni anno si rischia di fare confusione fra città e territorio provinciale, con le polemiche incrociate fra opposizioni e amministrazione della città capoluogo. Quest’anno la provincia di Verona è decima nella classifica generale, in risalita rispetto al 2022 (16^). In passato ha avuto però posizioni anche più alte: 8^ nel 2021 e 4^ nel 2020.
La 34esima indagine del Sole 24 Ore, redatta sulle 107 province d’Italia, vede la prima volta di Udine in testa alla classifica generale, seguita da Bologna e da Trento. Foggia torna ultima e il Sud popola gli ultimi posti, dove scivolano anche nove territori del Centro Nord. Monza Brianza vince «Ricchezza e consumi» e arriva tra le prime dieci. Milano si conferma 8ª, Firenze scende 6ª, Roma è 35ª e perde quattro posizioni.
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Gli indicatori dell’indagine del Sole 24 Ore
Anche quest’anno l’indagine della Qualità della vita del Sole 24 Ore prende in esame 90 indicatori, suddivisi nelle sei macrocategorie tematiche (ciascuna composta da 15 indicatori) che accompagnano l’indagine dal 1990:
- ricchezza e consumi;
- affari e lavoro;
- ambiente e servizi;
- demografia, società e salute;
- giustizia e sicurezza;
- cultura e tempo libero.
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La provincia di Verona
In linea generale, il miglior risultato Verona lo ottiene sul fronte Ambiente e Servizi, non tanto la posizione in classifica (al 27esimo posto), bensì per il salto in avanti di ben 44 posti rispetto all’anno scorso.
Proprio oggi in Gran Guardia è stato presentato il Piano Strategico di Transizione ecologia del Comune di Verona, lo strumento, uno tra i primi in Italia, che detta finalità e strumenti con cui attuare con coerenza azioni e interventi non più rimandabili.
«Si tratta di dati provinciali – ricorda l’assessore all’Ambiente di Verona Tommaso Ferrari-. Un’area vasta che fa sì che tanti comuni si stiano impegnando verso obiettivi condivisi. Per quanto riguarda la città, dobbiamo continuare a impegnarci per far sì che questo trend migliori sempre di più».

Bene anche la macro area Demografia e società, in cui Verona passa dall’8^ alla 4^ posizione, e Cultura e Tempo Libero, con 18 gradini guadagnati rispetto all’anno scorso. La performance migliore si registra all’indicatore ‘ingressi a spettacoli’, con 204.753 spettatori ogni 100 mila abitanti la provincia di Verona è al secondo posto della classifica.
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Calo nella categoria sicurezza
La provincia di Verona ha perso 27 posizioni, trovandosi al 57º posto nella classifica 2023. «È allarmante – dice il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Daniele Polato – assistere al continuo scivolare di Verona verso un livello di insicurezza. È necessario intervenire tempestivamente per ripristinare la sicurezza che un tempo caratterizzava la nostra città. La tutela dei cittadini e dei visitatori è di vitale importanza». Il consigliere Polato – puntando il dito però sulla città più che sul territorio provinciale – insiste sull’urgenza di un «intervento da parte dell’amministrazione, evidenziando la necessità di contrastare questa tendenza pericolosa a beneficio di tutti i residenti e dei numerosi turisti che frequentano Verona ogni anno».

Anche il deputato di Forza Italia Flavio Tosi guarda al capoluogo invece che alla provincia: «Il report del Sole 24 Ore mostra in modo drammatico la condizione di degrado sociale e insicurezza in cui versa la città, relegata dalla sinistra di Tommasi a posizioni poco occidentali e molto sudamericane sui reati di strada. Del resto l’allarme sociale è forte e noi abbiamo cominciato a denunciarlo in tempi non sospetti, andando più volte nei quartieri e nei luoghi più vulnerabili del centro storico. In periferia come in centro rapine, furti, molestie, minacce, aggressioni fisiche purtroppo non sono più episodi, ma fatti reiterati, costanti, a opera non solo di baby gang, ma anche di bande organizzate».

Dichiara l’assessora alla Sicurezza di Verona Stefania Zivelonghi: «L’ottima 10^ posizione della provincia di Verona include un posizionamento medio (57^ su 107) rispetto all’indicatore di Giustizia e Sicurezza. Questo dato non deve sorprendere perché spesso, e lo dimostra il caso di Milano (1a nel rank generale e 107a per giustizia e sicurezza), Firenze (6a e 102a) Bologna (2a e 101ma) e altre, laddove il benessere e i servizi sono di alto livello in una provincia il cui capoluogo è grande città, e Verona lo è senz’altro per i numeri delle presenze sul suo territorio, anche l’attrattività verso la microcriminalità aumenta, oltre che della criminalità organizzata».

Continua Zivelonghi: «Proprio oggi Avviso Pubblico, nel corso di un evento pubblico a cui ha partecipato, tra gli altri, il mondo accademico e il mondo imprenditoriale, ha ribadito la necessità a Verona di una sezione della DIA. Se invece consideriamo le province più simili a quella veronese della nostra area (Brescia e Padova) le rispettive posizioni generali e di giustizia e sicurezza sono in entrambi i casi inferiori alla nostra. Il lavoro da fare è molto ma Verona ha gli anticorpi e gli strumenti per farlo, tuttavia essendo una città molto complessa deve essere dotata di strumenti all’altezza dei suoi numeri».
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