Citrobacter, Bigon: «Presentata interrogazione in Senato e in Regione»

La consigliera regionale del Pd Anna Maria Bigon annuncia una doppia interrogazione presentata con il senatore Martella sulla sospensione dell’attività di terapia intensiva neonatale a Borgo Trento.

Anna Maria Bigon
Anna Maria Bigon

La vicenda del citrobacter all’Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento a Verona continua a preoccupare. E scalda anche la politica.

«Il senatore e segretario regionale del Pd, Andrea Martella, ha presentato un’interrogazione al ministro della Sanità per chiedere se intenda attivare con la Regione e in sostituzione di quello offerto dall’Ospedale Borgo Trento, un servizio di terapia intensiva neonatale in piena sicurezza. Questo per scongiurare disagi e rischi per le partorienti».

Ad annunciarlo è la consigliera regionale veronese del Pd, Anna Maria Bigon, in merito agli esiti dello screening eseguito presso il reparto di terapia intensiva neonatale dell’Ospedale di Borgo Trento a Verona, dal quale è recentemente emerso che tre neonati prematuri sono risultati affetti da Citrobacter Koseri.

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«Contemporaneamente – prosegue Bigon – ho presentato assieme ai colleghi del mio gruppo un’interrogazione all’assessore alla Sanità per sapere quale sarà la struttura individuata per garantire l’erogazione del servizio sostitutivo e se le famiglie che hanno avuto i figli colpiti da colonizzazione da Citrobacter Koseri nel periodo compreso tra il 2018 e il 2020 hanno ricevuto i risarcimenti dovuti. Auspichiamo dal livello nazionale e regionale risposte urgenti e chiare».

Sui rischi in terapia intensiva neonatale, il prof. Massimo Piergiuseppe Franchi, direttore Dipartimento Materno infantile dell’Azienda ospedaliera di Verona, aveva spiegato: «Sono state adottate tutte le misure atte a evitare una situazione di rischio e in via prudenziale accettiamo le gestanti dalla 34° settimana perché i bambini che nascono non prematuri non corrono rischi. Come è noto, la trasmissione del batterio, che vive nell’intestino, può avvenire per via verticale, cioè dalla mamma al bambino al momento del parto, oppure per via orizzontale per contatto».

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Citrobacter

Di seguito alcune informazioni relative al Citrobacter dal sito dell’Istituto Superiore di Sanità.

Al genere Citrobacter appartengono batteri che si possono trovare ovunque nell’ambiente (ubiquitari), incluse le acque, e negli alimenti. Sono, inoltre, un normale componente della flora batterica intestinale. Possono causare infezioni in persone deboli (patogeni opportunisti) quali neonati (in particolare quelli prematuri), anziani e individui immunocompromessi. In questi soggetti possono causare infezioni del tratto urinario, delle vie respiratorie, delle ferite, delle ossa (osteomielite), del peritoneo, dell’endocardio, meningite e sepsi. Le tre specie principali che causano infezioni gravi nell’uomo sono C. freundiiC. koseri e C. braakii.

La maggior parte di queste infezioni sono acquisite in ospedale (infezioni nosocomiali), tuttavia, data la diffusione del batterio, ci si può infettare anche al di fuori dell’ospedale. Le più frequenti modalità di trasmissione sono: attraverso l’ingestione di alimenti contaminati, da madre al figlio durante il parto, contatto diretto da persona a persona, contatto con superfici o oggetti contaminati.

In ambito ospedaliero la trasmissione può avvenire anche tramite:

  • contatto con gli operatori sanitari, soprattutto attraverso le mani se non correttamente lavate e disinfettate
  • contatto indiretto mediante oggetti o superfici contaminati (sia strumenti diagnostici che oggetti e superfici comuni)

Sintomi

I disturbi causati dalle infezioni da Citrobacter sono strettamente legati all’organo colpito:

  • arrossamento, gonfiore, dolore localizzato e pus, nelle infezioni cutanee e in quelle profonde come l’osteomielite
  • febbre elevata, difficoltà respiratoria, tosse, espettorato, debolezza (astenia) e decadimento delle condizioni generali, nelle polmoniti
  • difficoltà a urinare, stimolo frequente (pollachiuria), urgenza a urinare, dolore mentre si urina (stranguria), dolore nella regione pelvica e lombare, sangue nell’urina (ematuria), urina purulenta, febbre, nelle infezioni urinarie
  • febbre superiore a 38°C, senso di malessere generale, dolori muscolari, brividi e confusione, nelle sepsi
  • abbassamento della pressione sanguigna, in caso di aggravamento della sepsi e shock settico
  • meningite neonatale causata da C. koseri, forma particolarmente grave, generalmente associata ad encefalite necrotizzante e ascessi cerebrali

Diagnosi

Quando si sospetta un’infezione da Citrobacter è indispensabile accertare (diagnosticare) la presenza dei batteri nell’organismo attraverso analisi diverse a seconda della sede dell’infezione:

Successivi test biochimici e molecolari confermano la diagnosi e permettono di identificare il sierogruppo, un criterio di classificazione che si basa sulle diverse proteine (antigene O) della superficie dei batteri, ed è utile per avere una diagnosi più precisa e per studiare le epidemie ospedaliere.

Terapia

Per la cura delle infezioni da Citrobacter l’antibiotico o la combinazione di antibiotici più appropriati viene scelta sulla base del risultato dell’antibiogramma. È importante eseguire l’antibiogramma perché il Citrobacter è resistente alle penicilline e a diverse combinazioni di antibiotici β-lattamici. Inoltre, vi sono ceppi batterici resistenti a più classi di antibiotici (multi-resistenti), per i quali l’unico antibiotico efficace è al momento la colistina. La colistina deve essere prescritta dal medico che verifica lo stato generale del paziente e la possibile insorgenza di effetti tossici durante la cura.

Prevenzione

batteri del genere Citrobacter sono causa di gravi infezioni e, talvolta, di epidemie in ambito ospedaliero. Al fine di prevenire e controllare la trasmissione delle infezioni all’interno degli ospedali sono importanti:

  • sorveglianza delle infezioni e la rapida identificazione e controllo delle epidemie
  • prevenzione delle infezioni associate a specifiche procedure, riducendo l’esecuzione di quelle non necessarie e scegliendo presidi medici più sicuri
  • corretto uso degli antibiotici e dei disinfettanti
  • pulizia e disinfezione degli ambienti
  • frequente e corretto lavaggio delle mani (leggi la Bufala)

Il corretto lavaggio delle mani è una pratica molto efficace per la prevenzione delle infezioni da Citrobacter e in generale, e può essere praticata da tutti sia in ospedale che fuori, a casa e al lavoro.

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