Cisl FP: «A Verona carenza di servizi per gli anziani, necessaria la riforma della IPAB»
La CISL FP di Verona, attraverso la voce del Segretario Generale Giovanni Zanini, lancia l’allarme sull’emergenza in corso nella provincia di Verona legata all’invecchiamento della popolazione e alla grave carenza di servizi per anziani. I dati demografici indicano chiaramente che l’attuale offerta di servizi per gli anziani è insufficiente, e che la situazione è destinata a peggiorare nei prossimi anni, trasformandosi in una vera e propria emergenza sociale.
Secondo quanto riportato da Zanini, l’analisi dei bisogni dei pazienti anziani, valutati attraverso strumenti come le schede di valutazione multidimensionale dell’adulto (S.Va.M.A.), mostra come la complessità dello stato clinico e patologico sia aumentata rispetto al passato. I pazienti di oggi richiedono una combinazione di assistenza sociale, sanitaria e assistenziale, con costi che spesso non sono chiaramente attribuibili a un singolo ambito, complicando ulteriormente la gestione dei servizi e delle risorse.

L’attuale sistema, secondo la CISL FP, non riesce a rispondere adeguatamente a questa crescente domanda. La programmazione dei servizi residenziali, basata su dati demografici e statistici, si è rivelata inadeguata. Zanini denuncia che per l’anno 2023, nella provincia di Verona, circa 1500 anziani sono rimasti in attesa di un posto in una casa di riposo, costretti a rimanere a casa, con l’intero carico assistenziale sulle spalle delle famiglie, salvo qualche intervento di assistenza domiciliare (SAD o ADI).
La situazione è talmente critica che alcune multinazionali del settore profit hanno iniziato a interessarsi al mercato veneto, vedendo in questa crisi un’opportunità di business. Tuttavia, Zanini si chiede perché la Regione Veneto non intervenga con una riorganizzazione generale della territorialità, investendo maggiormente nell’invecchiamento attivo, nella riforma delle IPAB, nel miglioramento della qualità della presa in carico dell’utenza e nella qualificazione e assunzione del personale socio-sanitario.
La riforma delle IPAB, attesa da anni, è una delle soluzioni più urgenti, insieme all’aumento del numero delle impegnative di residenzialità e a un potenziamento del personale di cura pubblico, con una relativa adeguata retribuzione. Questi interventi sono essenziali non solo per garantire un trattamento dignitoso ai nostri anziani, ma anche per sostenere il personale socio-sanitario, che attualmente lavora in condizioni di carico eccessivo e con retribuzioni insufficienti.
Zanini conclude sottolineando che l’emergenza invecchiamento non può più essere ignorata e richiede un intervento deciso e strutturato da parte delle istituzioni. Senza una riforma radicale e investimenti concreti, il rischio è che il sistema attuale collassi, lasciando migliaia di anziani senza un’adeguata assistenza e peggiorando ulteriormente le condizioni di lavoro del personale sanitario.
In Evidenza
A Cologna Veneta un incontro pubblico sul biometano e la transizione ecologica

Giornata ecologica regionale 2026, focus sulle api: stanziati 100mila euro

Il Veneto terzo in Italia per riciclo RAEE: 22.800 tonnellate gestite da Erion WEEE nel 2025

Aria inquinata, Veneto e Verona ancora insufficienti

“Materia Viva” al Teatro Santa Teresa: una serata dedicata al riciclo dei RAEE

Si accende la CER di Povegliano Veronese: via libera dal GSE

“Rifiuti preziosi” in tasca e in casa: Amia lancia la campagna di raccolta RAEE

Cicloturismo: in Italia si comprano meno bici ma si pedala di più

Gli abeti di Natale buttati? Ora avranno una nuova vita







