Circolo Pink punta il dito su “La Verità”

“La Verità” manipola la verità”, questo il messaggio lanciato dal Circolo Pink di Verona in merito all’articolo scritto dal giornalista Alfredo Arduino per il quotidiano “La Verità” riguardante l’uscita dell’associazione del tavolo LGBT.

L’articolo “sotto accusa” è stato pubblicato nella giornata di ieri sul quotidiano “La Verità” fondato da Maurizio Belpietro. A pagina nove il titolo in grassetto recita “L’esecutivo non cede ai diktat LGBT e i gruppi gay boicottano Spadafora”. Alfredo Arduino, giornalista incaricato della stesura dell’articolo, avrebbe, a detta del gruppo Pink di Verona, attribuito all’associazione “motivazioni completamente stravolte sia nella forma che nel significato”. 

Arduino ha riportato in chiusura del pezzo che «il primo ad abbandonare è stato il circolo Pink, motivando la decisione con il fatto che “l’Italia è morta” – espressione usata secondo il giornalista dall’associazione-  per mano di Matteo Salvini: “Il ministro pretende di essere chiamato comandante e spera di avere un ritorno elettorale dalla sistematica persecuzione di interi gruppi sociali”. Quindi “non ha senso sedere al fianco di chi sta minacciando la democrazia e ha trasformato i diritti umani”».

Nell’articolo, che tratta dell’abbandono del Tavolo LGBT pensato e attivato dal sottosegretario 5stelle Vincenzo Spadafora da parte di diversi gruppi e associazioni LGBT italiani che vi avevano aderito, quali la Rete Lenford e il Circolo Pink di Verona, si farebbe largo un messaggio travisato mentre le motivazioni comunicate da Pink, attraverso un comunicato, sarebbero invece legate alle politiche intraprese dal governo giallo-verde in materia dei diritti umani e civili dei cittadini migranti.

La nostra motivazione è la politica repressiva messa in atto da questo governo 5STELLE/LEGA – scriveva Pink nel comunicato precedente l’articolo di Arduino- Un esempio su tutti, il DDL Salvini, che a nostro modo di vedere non è solo un atto gravissimo contro i cittadini immigrati, ma anche un affronto a tutte le persone che si riconoscono nella nostra costituzione e nei principi di uguaglianza che dovrebbero ispirare chi ci governa. L’attacco alle persone migranti è per noi persone LGBTE del Circolo Pink di Verona inaccettabile, e poco importa se questo governo, nella persona dell’On. Spadafora, ha voluto aprire questo tavolo. Ledere i diritti di tanti cittadini migranti, richiedenti asilo e rifugiati anche gay-lesbiche e trans, è come ledere i nostri diritti di cittadine e cittadini italiani.”

Se da un lato ci si possa chiedere, oltre alla fondatezza dell’avvenuto anche il perché di tale azione, il Circolo Pink una risposta l’ha già immaginata: “Alfredo Arduino non voleva riportare le accuse alle politiche repressive di questo governo“.