Cinghiali in Veneto, Bozza: «Non lasciare gli appelli vani»
Oggi, 8 luglio, a Venezia ha avuto luogo un flash mob, in cui si sono radunati agricoltori, sindaci, assessori e consiglieri regionali per denunciare i problemi legati alla diffusione dei cinghiali in Veneto. A tal proposito è intervenuto questa mattina a Buongiorno Verona Live il Consigliere regionale di Forza Italia, Alberto Bozza.
«È un problema che c’è da tempo – dichiara Bozza -, è molto sentito e ha creato molto disagio, soprattutto durante la pandemia. Nei periodi in cui la circolazione era poca, infatti, i cinghiali sono arrivati perfino in piena città, come è successo a Verona». Questi animali, dunque, hanno creato non pochi problemi alle aziende agricole e agli stessi cittadini, provocando danni anche importanti.
«Lo sappiamo che questo problema è risolvibile facilmente a parole, ma la sfida è renderlo tale anche operativamente – continua il consigliere regionale -. Dobbiamo intervenire in un sistema di equilibrio animale. Se proteggiamo i cinghiali, allora squilibriamo il sistema faunistico e umano, di cui anche noi facciamo parte».
Secondo Alberto Bozza, dunque, è necessario un piano di contenimento con operazioni semplici e sburocratizzate, che può essere messo in atto dalla Regione solo con il sostegno dello Stato. «Dobbiamo fare, ovviamente, la nostra parte, ma attualmente non abbiamo abbastanza risorse per affrontare il problema da soli – afferma Bozza -. Il ministro dell’ambiente deve fornirci gli strumenti di copertura nazionale necessari per definire questa situazione. Noi, a livello di Regione, possiamo solo spronare lo Stato».
«Tra gli agricoltori, oggi, era diffuso un sentimento misto di rabbia, delusione e frustrazione. Dietro il loro lavoro c’è molta fatica, un grande dispendio di tempo e investimenti – conclude il consigliere regionale -. Per loro la situazione è molto difficile, soprattutto ora a causa della pandemia. È un nostro dovere, quindi, fare il possibile per trovare una soluzione a questo problema e non lasciare i loro appelli vani».
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