"Ciao Attilio", resterai sempre nei nostri cuori

Non era solo un reduce di guerra, Attilio Orbelli era un esempio di fierezza, compostezza, coerenza e vitalità.

Grezzana, questa mattina, si è fermata. Chi per un momento, chi per un’intera mattina, per ricordare non solo il Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica (titolo del quale andava veramente fiero), ma per dare l’ultimo saluto all’amico della porta accanto, al nonno, al padre.

E’ stato così anche questa mattina, 9 dicembre, in una gremitissima chiesa parrochiale a Grezzana, colorata da oltre trenta bandiere tricolori, quel tricolore che nelle occasioni ufficiali, Attilio portava fieramente appuntata al petto. Tanti hanno preso la parola, tanti si sono commossi, perchè inutile negarlo, con la scomparsa di Attilio si chiude un’epoca, quell’epoca in cui la memoria e il ricordo sono stati portati avanti dai veri protagonisti della nostra Storia.

Attilio Orbelli era così, sprizzava energia da tutti i pori, aveva una parola per tutti, proprio lui che aveva creduto in Pantheon fin dai primi passi dell’avventura editoriale, proprio lui che inviava lettere scritte a macchina, come si soleva fare in tempi per noi giovani quasi dimenticati. Le sue parole coglievano il senso profondo di quello di cui scriveva, critico e pungente in alcuni casi, commovente in altri.

La sua storia la conoscono in molti, e la raccontammo anche su Pantheon 7. Era l’italiano "a stelle e strisce". Dopo le cruente battaglie nel deserto di El-Alamein fu fatto prigioniero dalle truppe alleate e portato negli Stati Uniti. Sbarcò in New Jersey e dopo un periodo di lavoro in un campo prigionieri nel Nebraska decise di passare collaboratore degli americani. Rientrato in Italia dopo 68 mesi di servizio militare, fu consigliere comunale a Grezzana, dipendende comunale, fondatore del Circolo Ricreativo dei combattenti e reduci e storico delegato di zona dell’Ancr.

Ricordo personalmente quando prese la parola al funerale di mio nonno, anch’egli combattente, ricordandone l’amicizia con quel tono solenne che solo Attilio era capace di dare. Come più volte ci capitò di sentirlo ripetere, alle cerimonie di commemorazione, vorremmo salutarlo così: "Caro Attilio, resterai sempre nei nostri cuori".

Matteo Bellamoli