Ci ha lasciato l’architetto Libero Cecchini

Il decano dei professionisti veronesi si è spento all'età di 100 anni. il 28 settembre dello scorso anno, in occasione delle 100 candeline, era stata allestita una mostra in suo onore nella sede dell'Ordine degli Architetti.

Libero Cecchini

Si è spento all’età di 100 anni l’architetto Libero Cecchini. Il decano dei professionisti veronesi era nato a Pol di Pastrengo (Verona) il 28 Settembre 1919. Dopo il Liceo artistico Cecchini frequentò la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, dove si laureò nel novembre 1944. L’anno successivo si iscrisse all’albo degli architetti di Verona, a cui era iscritto con il n. 17.

Al Politecnico conobbe Piero Gazzola, nominato Soprintendente ai Monumenti di Verona nel 1941, con il quale Cecchini instaurò un rapporto di collaborazione nella ricostruzione dei ponti di Verona distrutti durante la ritirata tedesca dal nord Italia: il ponte di Castelvecchio (1947), il ponte Pietra (1957). Fino al 1966 l’arch. Cecchini lavorò presso la Soprintendenza ai Monumenti di Verona dedicandosi al restauro di edifici pubblici e privati: la villa Del Bene a Dolcè (Verona, 1945-1947), la sede della Soprintendenza stessa nei chiostri di San Fermo (1954).

Sono di questo periodo anche i piani urbanistici per la ricostruzione del secondo dopoguerra. Il progetto per la Cittadella museale di Cagliari per conto dell’Università di Cagliari, che impegna Cecchini e Gazzola dal 1956 al 1979 riceve anche il Premio In-Arch 1989 per il “Restauro e la Valorizzazione di un complesso architettonico”.

Dal 1966 si dedicò principalmente all’attività di libero professionista, realizzando importanti opere di edilizia pubblica, quali la Camera di Commercio di Verona e gli Uffici Finanziari di Verona (1966), oltre a scuole, case popolari e per anziani, ville e complessi residenziali.

Continuò, nel frattempo, anche l’attività di scultore, realizzando opere in marmo, bronzo e legno. Negli anni Settanta realizzò grandi progetti edilizi, di restauro e di riqualificazione del centro storico di Verona tra cui gli importanti interventi nei complessi di via Cattaneo e via Adua. Proseguì anche l’impegno nel sociale: sono di quegli anni il Brefotrofio provinciale, la Scuola materna di Bosco Chiesanuova, l’Istituto tecnico commerciale di Isola della Scala.

Negli anni Ottanta Cecchini realizzò importanti progetti di restauro, da menzionare in particolare quelli relativi ai lavori della Basilica di San Zeno (1984-1988), che gli valsero il Premio “Europa Nostra” nel 1993, di Porta Leoni (1986-1988), di Palazzo Forti (1986-2001) e degli Scavi Scaligeri inaugurando un personale metodo scientifico di restauro ed intervento sul costruito che gli vale l’incarico di insegnamento in Complementi di architettura tecnica presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Udine (1981-1983).

Libero Cecchini si definiva un “paesaggista dell’urbanistica” a sottolineare come nelle sue opere di restauro, architettura, design, urbanistica e scultura ci sia una forte connessione tra progetto e contesto: il riconoscere l’alto valore delle preesistenze, storiche e paesaggistiche, a cui deve sottostare il progetto. Nel 1996 fondò con il figlio lo Studio Libero e Vittorio Cecchini Architetti Associati, che partecipa a numerose competizioni nazionali e internazionali.

ll 28 settembre scorso, in occasione del suo centesimo compleanno, l’Ordine degli Architetti lo aveva omaggiato con un’esposizione di 13 opere nella sede di via Santa Teresa 12.


Libero Cecchini, 100 anni di amore per la pietra