Chiusure anticipate, boom di furti e scassi in negozi e ristoranti

Con il calare del buio e la chiusura anticipata delle attività commerciali alle 18 sono numerose le segnalazioni da parte degli esercenti del centro città, ma non solo, dei tentativi di furto e scasso subiti nelle ultime settimane. Un problema serio, che aggrava la situazione economica, già pesante a causa degli effetti dell'emergenza sanitaria, di piccoli e medi imprenditori.

A segnalarci il caso, in primis, Simone Vesentini, portavoce dei Ristoranti tipici di Verona: «La chiusura delle attività commerciali alle 18 contribuisce a far aumentare i casi di criminalità in città: le nostre vetrine sono un presidio di sicurezza, ma con il buio e lo stop anticipato il centro si è svuotato, dando modo ai malfattori di prenderci di mira approfittando del “mini-lockdown” serale. Noi rispettiamo le norme di sicurezza anti-Covid, ma chiediamo che vengano altresì aumentati i controlli da parte delle forze dell’ordine, non solo di giorni ma anche nella fascia notturna, perché una città “buia”, a luci spente, è una città pericolosa. Sono più di dieci i casi di furti e scassi negli ultimi giorni».

Solo nella mattinata di oggi si sono verificati tre tentativi di effrazione. «I danni alle porte – prosegue Vesentini – sono sui 300-400 euro; questa mattina un collega si è trovato con la porta sfondata, saranno 3mila euro danni. In tutta la città ci sono moltissime telecamere, eppure questi episodi continuano a verificarsi. Già stiamo vivendo una pesante crisi economica, ci manca solo che ci portino via quel poco che c’è in cassa».

A denunciare i casi, e analizzare la drammaticità della situazione in maniera ancor più ampia, è Tiziano Meglioranzi, portavoce della Corporazione esercenti: «Tutti questi problemi si stanno susseguendo dall’ultimo decreto di Zaia, con “il divieto di passeggiare nei centri città”: è stata fatta una comunicazione completamente sbagliata, se si pensa anche a quei cartelli di “divieto” di passeggio nel centro storico di Verona posti in autostrada, che hanno causato un danno grave e reale alle attività economiche. Se una persona si reca in centro dal lunedì al sabato con l’intento di fare un acquisto è liberissima di farlo, ma il messaggio è stato fatto passare nel modo sbagliato. Stiamo valutando di prendere provvedimenti legali per quei cartelli, perché il danno economico che hanno arrecato è ingente».

«Per quanto riguarda invece i casi di furti e scassi nei negozi e nei ristoranti, voglio fare un ragionamento a vedute più ampie: questi episodi ci devono far riflettere sulle condizioni drammatiche in cui si trovano le persone in questo periodo. Non intendo lanciare una spada a favore, perché i malfattori vanno condannati. Ma il Governo avrebbe dovuto prevedere che cose come queste sarebbero accadute. La gente non ha soldi, è disperata».

Meglioranzi commenta anche la collocazione del Veneto in fascia gialla e le ricadute, negative, che questa condizione sta generando sugli esercenti: «Anche se non siamo in zona rossa, ci troviamo in un lockdown di fatto. Il lavoro da casa, il coprifuoco, il “divieto” di passeggio determinano una profonda crisi per le attività economiche. Le ripercussioni sono talmente profonde che sarebbe meglio finire in zona rossa e ricevere dei ristori dallo Stato. Sembra che Zaia voglia restare in zona gialla a tutti i costi, quasi fosse un premio, per dimostrare che siamo migliori delle altre regioni, invece dovrebbe ammettere che se siamo in uno scenario Covid difficile, sarebbe meglio chiudere tutto per quindici giorni».

Il 17 novembre Andrea Velardi, presidente dall’associazione culturale Supera, oltre che consigliere comunale, ha indetto una conferenza stampa proprio per affrontare il problema dei furti in città e venire incontro ai negozianti: il progetto, patrocinato da Fondazione Toniolo, Fipe – Confcommercio, Silb e Confesercenti, si chiama “Sinecura Shield” by CSA Security, società che mette a disposizione un sistema di telecamere per proteggere la propria attività commerciale, a costo zero per tre mesi e senza l’impegno, poi, di proseguire (oppure, laddove si voglia continuare, sarà proposto un prezzo agevolato). Per richiedere informazioni e l’installazione delle telecamere è possibile scrivere a info@sinecura.it o telefonare al numero 045 46 47 100.

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