Chiusura G7 Parlamenti, Fontana: «L’intelligenza artificiale deve essere antropocentrica»
Si è chiusa intorno alle 16.30 a Verona la 22esima Riunione dei Presidenti delle Camere Basse dei Paesi del G7, sotto la guida del Presidente della Camera dei Deputati, il veronese Lorenzo Fontana.
Nel suo intervento finale, il Presidente Fontana ha ringraziato i colleghi per i contributi offerti e ha sottolineato il ruolo della politica nel promuovere pace, benessere, libertà e sicurezza attraverso il dialogo parlamentare. Ha ricordato l’importanza di un approccio integrato tra il Parlamento e il governo, facendo riferimento agli interventi del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Fontana ha poi affrontato il tema della cooperazione globale, evidenziando le crescenti difficoltà dovute alla sfiducia nelle organizzazioni internazionali e la necessità di riformarle per rispondere alle sfide attuali. Ha parlato della guerra in Ucraina, condannando l’aggressione russa e ribadendo l’impegno a sostenere una pace durevole che rispetti la sovranità del paese. Ha espresso preoccupazione per l’uso della minaccia nucleare da parte della Russia, sottolineando l’urgenza di coinvolgere anche i paesi non allineati nella ricerca di una soluzione negoziata.
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Passando al Medio Oriente, Fontana ha denunciato l’attacco di Hamas contro Israele e ha sottolineato l’urgenza di un cessate il fuoco a Gaza e della liberazione degli ostaggi. Ha affermato che la pace richiede uno sforzo collettivo, non realizzabile da un solo paese, e ha richiamato l’importanza di progettare la ricostruzione post-bellica in modo da sanare le fratture umanitarie, politiche ed economiche.
Fontana ha poi evidenziato le vulnerabilità delle catene di approvvigionamento, in particolare per energia e alimentazione, e ha sostenuto la necessità di un sistema commerciale libero ed equo. In tema di energia, ha parlato della diversificazione delle fonti e dell’aumento dell’uso delle rinnovabili, mentre per la sicurezza alimentare ha invocato maggiore cooperazione con i paesi africani.
Ha affrontato il ruolo strategico che l’Africa e il Mediterraneo allargato avranno in futuro, promuovendo una partnership strategica e paritaria, come delineato nel Piano Mattei per l’Africa. Ha ribadito che l’uso responsabile delle risorse naturali africane potrebbe trasformare il continente in un attore chiave per lo sviluppo globale.
Infine, Fontana ha parlato delle implicazioni dell’intelligenza artificiale, sostenendo che essa debba essere antropocentrica, affidabile e rispettosa dei diritti fondamentali. Ha avvertito dei rischi legati all’uso malevolo dell’IA, come i deepfake, che possono compromettere i processi democratici. Ha concluso affermando che i Parlamenti devono guidare la regolamentazione della transizione digitale, promuovendo il dialogo tra scienza, settore privato e istituzioni, e inserendo una “dimensione del futuro” nell’agenda parlamentare per rispondere alle sfide a lungo termine.
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La dichiarazione finale del G7 Parlamenti
Intervento conclusivo del Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana
Di seguito il testo integrale.
Onorevoli Colleghi Presidenti,
l’adozione della Dichiarazione finale sta per concludere i lavori della 22ma riunione dei Presidenti delle Camere Basse dei Paesi del G7. Desidero ringraziare tutti voi per il prezioso contributo e per aver fornito utili spunti di riflessione nelle vostre relazioni. Sono felice di avervi accolto nella nostra Verona, mostrandovi la ricchezza del suo patrimonio storico e culturale e il dinamismo imprenditoriale del suo territorio.
Innanzitutto due considerazioni. La prima sul ruolo della politica che, ispirata dai principi del dialogo e del confronto, attraverso il Parlamento cerca di realizzare un futuro di pace, benessere, libertà e sicurezza. L’intervento del Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha efficacemente richiamato questo obiettivo.
È imprescindibile in questo percorso intrecciare la dimensione parlamentare con quella governativa. L’intervento del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ai nostri odierni lavori ha testimoniato la volontà di procedere con un approccio integrato che permette di realizzare risultati più efficienti.
In secondo luogo, occorre prendere atto del fatto che la cooperazione globale è oggi sempre più critica e difficile da realizzare in un contesto di sfiducia verso l’architettura delle organizzazioni internazionali, che va riformata per rispondere alle attuali realtà politiche ed economiche e, in generale, alle sfide più urgenti dell’umanità.
Mi preme soprattutto riassumere il nostro dibattito su alcuni punti. A fronte del protrarsi della ingiustificata e brutale aggressione della Federazione Russa contro l’Ucraina, noi in qualità di rappresentanti dei Parlamenti, più alto presidio dei valori di libertà e democrazia, dei diritti umani e del progresso sociale, possiamo contribuire agli sforzi volti alla ricerca di una pace durevole e sostenibile, nel rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina.
Dobbiamo respingere con fermezza i tentativi di destabilizzazione messi in atto dalla Federazione Russa che minaccia, brandendo il ricorso all’arma nucleare, la nostra sicurezza. Mai dalla guerra fredda il rischio di un’escalation nucleare è stato così alto. È più che mai urgente e necessario coinvolgere nella ricerca di una soluzione negoziata e sostenibile anche i Paesi che non hanno al momento aderito al Comunicato congiunto adottato in occasione del Summit per la Pace in Ucraina svoltosi in Svizzera dal 15 al 16 giugno 2024.
Riguardo alla situazione in Medio Oriente, gli appelli al dialogo e alla moderazione al fine di scongiurare la regionalizzazione del conflitto continuano a cadere nel vuoto. Il vile attacco compiuto da Hamas contro Israele ha incendiato l’area provocando un numero drammatico di vittime su entrambi i fronti. È imperativo arrivare al cessate il fuoco a Gaza e liberare gli ostaggi. È un obiettivo che nessuno Paese è in grado di raggiungere da solo e pertanto è necessario sostenere l’impegno e gli sforzi collettivi dei Paesi che hanno maggiore capacità di favorire una mediazione.
Confidando nel fatto che gli sforzi profusi sulla via della pace possano portare all’obiettivo sperato, occorre ragionare anche sul poi, progettando la ricostruzione che non dovrà essere solo infrastrutturale, ma tale da ricucire pienamente la frattura che i conflitti hanno generato anche e soprattutto sotto i profili umanitario, politico ed economico.
L’aggravarsi della situazione internazionale, che ha messo in risalto la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento, in particolare per le forniture energetiche e alimentari, ci impone di promuovere un sistema commerciale libero ed equo in grado di garantire la sicurezza collettiva.
In particolare, con riferimento alla sicurezza energetica, è importante agire su più fronti: la revisione dei modelli di consumo energetico, la diversificazione delle fonti e un maggiore ricorso alle energie rinnovabili.
La sicurezza alimentare è messa a dura prova dall’inasprirsi dei conflitti. È imperativo fornire il nostro sostegno politico, finanziario e tecnico per la sicurezza alimentare, intensificando i partenariati pubblico-privati per potenziare i sistemi alimentari in tutto il Mondo ed in particolare, in stretta collaborazione con i nostri partner africani.
Una riflessione si impone sul ruolo che l’Africa e il Mediterraneo allargato avranno sui futuri scenari. L’incremento demografico e l’abbondante disponibilità di risorse naturali, se adeguatamente utilizzate, possono rendere il Continente un attore strategico per le dinamiche di sviluppo futuro. È indispensabile a tal fine sviluppare con quest’area geografica una partnership strategica e paritaria. La condizione di dipendenza in cui alcuni attori globali tendono a relegare la regione africana e mediterranea può ingenerare ulteriore instabilità. È pertanto essenziale affrontare i problemi strutturali favorendo il conseguimento degli obiettivi fissati dall’Unione africana nell’Agenda 2063.
Un utile contributo può venire dall’attuazione delle priorità individuate dal Piano Mattei per l’Africa promosso dall’Italia e lanciato a Roma a fine gennaio 2024.
Una delle principali sfide per le generazioni attuali e future è lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale, che, con le sue molteplici e profonde implicazioni sulla società, deve essere antropocentrica e affidabile e garantire nel contempo un livello elevato di protezione della salute, della sicurezza e dei diritti fondamentali. I Parlamenti sono chiamati a tutelare gli interessi nazionali e i valori condivisi di fronte ad utilizzi malevoli dell’IA che rappresentano anche un rischio nella formazione dell’opinione pubblica e nei processi elettorali e una minaccia per le infrastrutture critiche. Occorre sottolineare anche le insidie rappresentate dai cosiddetti deepfakes, generati proprio tramite l’Intelligenza artificiale, che possono mettere a rischio il processo democratico manipolando la realtà e veicolando disinformazione.
L’IA sta trasformando il modo in cui pensiamo, apprendiamo, percepiamo la realtà e, potenzialmente, potrebbe ridefinire il corso della Storia dell’Umanità.
Un’attenzione specifica va riservata al mercato del lavoro ed ai giovani nei confronti dei quali va promossa la consapevolezza di un suo uso responsabile.
Nel processo di transizione digitale risulta centrale il ruolo dei Parlamenti che, in particolare, devono contribuire alla definizione a livello sovranazionale di un quadro regolatorio, supportando il dialogo tra il mondo della scienza e della ricerca, il settore privato, le agenzie specializzate e le Istituzioni.
Al fine di portare avanti il confronto costruttivo tra i nostri Parlamenti, è auspicabile la condivisione di piattaforme di informazione, scambio e collaborazione sui temi che abbiamo trattato, che permettano di condividere le azioni intraprese, le migliori prassi e le soluzioni adottate nei singoli Parlamenti.
Le urgenti sfide che ci troviamo ad affrontare impongono ai nostri Parlamenti di non rimanere concentrati solo sugli affari correnti ma di inserire la “dimensione del futuro” nell’agenda dei lavori. Portare il futuro nel presente dovrebbe essere l’attitudine di ciascun Parlamento per garantire un processo decisionale più efficace e non limitato all’orizzonte temporale di una legislatura. In questo senso, guardiamo con fiducia agli esiti del prossimo Summit del futuro delle Nazioni Unite, che si terrà il 22 e 23 settembre a New York, per consegnare un presente migliore e garantire un futuro sicuro alle nuove generazioni.
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