Chiusa in una cassa: convalidato l’arresto
Non è pentito Rheinold Thurner, il 53enne che è stato arrestato martedì per aver rinchiuso per 14 giorni la sua compagna, una 44enne di origine polacca, all’interno di un cassone per le mele. L’uomo si era giustificato dicendo che si trattava di “una punizione”.
Si chiama Rheinold Thurner l’imprenditore bolzanino di 53 anni arrestato l’altro ieri con l’accusa di sequestro di persona e tortura per aver rinchiuso la sua compagna per due settimane in una cassa di plastica, in mezzo ai campi fra Sommacampagna e Sona, vicino all’A4.
Un aguzzino spietato e, pare, nemmeno pentito: la sua giustificazione per quel gesto, infatti, come una punizione a seguito di un litigio con la donna, una 44enne di origine polacca. A dare una mano all’uomo un presunto complice, un 32enne anch’egli polacco, che lavorava con lui.
A trovare la donna, rinchiusa dal 14 agosto scorso, i carabinieri di Villafranca e gli agenti della Polfer dell’autostrada A4 allertati da alcuni giardinieri che stavano lavorando alla manutenzione della strada e che avevano sentito le urla della 44enne. Oggi a Thurner è stato convalidato l’arresto. Il 32enne è stato invece denunciato.
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