«Chiudere le aule significa arrendersi»: la critica di +Europa

A unirsi alle critiche sull'ordinanza scolastica regionale anche +Europa Venezia e +Europa Veneto, con i consiglieri Nalin e Cortese. «La dad produce discriminazione tra chi abita nei centri urbani» in particolare è il punto su cui si concentra il dissenso espresso dal partito.

«Oggi, 7 gennaio, cadono dieci mesi esatti dall’inizio dei provvedimenti di chiusura per affrontare la pandemia. Dai collegamenti tra regioni, ai trasporti ferroviari, ai pubblici esercizi, si è in qualche modo tentato a più riprese di contenere i disagi: l’unico settore della vita sociale nel quale nulla è mai cambiato, è quello della scuola, dove ancora oggi – a dieci mesi di distanza – l’istruzione superiore è abbandonata».

«Chi ha responsabilità si è nascosto dietro la didattica a distanza, che – va detto con fermezza- non è una soluzione. La dad produce discriminazione tra chi abita nei centri urbani e può godere di collegamenti efficaci e chi risiede – come nelle nostre “basse” – in zone dove nemmeno i collegamenti cellulari funzionano».

«La dad produce isolamento e quindi ancora discriminazione tra chi può comunque frequentare compagni e amici e chi trova nelle ore di scuola l’unico momento di socialità e confronto. L’assurdo è che proprio in una regione come il Veneto, con un dato di abbandono scolastico migliore rispetto alla media nazionale, chi governa il territorio abbia scelto di rimandare il problema, facendo perfino peggio del Governo».

«Insomma dove c’è un’eccellenza per merito di studenti e famiglie, Zaia non trova di meglio che affossarla. Gli stessi studenti hanno più volte dichiarato di volersi confrontare con la Regione, già all’inizio dell’anno scolastico, ma hanno naturalmente trovato la porta chiusa. Pagheremo gravemente e a lungo queste scelte, con il disagio di tutta una generazione, con una crescita dell’abbandono scolastico, con un abbassamento della qualità del lavoro e delle retribuzioni».

«L’istruzione non è un dato acquisito, ma – come tutti i diritti – qualcosa che va continuamente coltivato e protetto. Gli eventi oltre oceano delle ultime 24 ore, ci insegnano inoltre che il rispetto delle istituzioni in un paese democratico parte da lontano. L’istruzione pubblica è il luogo dove si impara anche l’espressione del dissenso in modo civile».