Chirurgia vascolare a Verona: 10 anni di interventi salvavita e innovazione

Redazione

| 27/12/2025
Dal 2015 migliaia di pazienti curati dall’Azienda ospedaliera di Verona senza limiti di età grazie a tecnologie d’avanguardia e competenze multidisciplinari.

La Chirurgia vascolare dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona celebra dieci anni di attività con un bilancio estremamente positivo: migliaia di interventi effettuati, patologie un tempo fatali oggi trattabili anche su pazienti anziani e tecnologie sempre più avanzate. Dal 2015, sotto la guida del prof. Gian Franco Veraldi, l’Unità operativa complessa è diventata un punto di riferimento regionale e nazionale.

Oggi il reparto è in grado di trattare tutte le patologie circolatorie, ad eccezione del cuore, dal cranio fino alle caviglie. Tra le procedure più frequenti: rivascolarizzazione periferica, trattamento degli aneurismi aortici, stenosi carotidee, vene varicose, fistole per dialisi e traumatologia vascolare. Grazie a tecniche mini-invasive e dispositivi come gli stent di ultima generazione (tra cui il BeFlared), anche pazienti ultraottantenni possono essere operati con successo, riducendo i rischi post-operatori.

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Nel 2025 l’équipe conta 7 chirurghi oltre al direttore e a due dottoresse in specializzazione, con oltre 1000 interventi l’anno, di cui il 30% in urgenza. Circa il 60% delle operazioni è eseguito con tecnica endovascolare mini-invasiva, il resto in modalità open. I dispositivi impiegati, dal costo compreso tra i 10.000 e i 40.000 euro, sono altamente specializzati e richiedono competenze chirurgiche avanzate.

La UOC è anche un centro di formazione e aggiornamento: ogni anno i chirurghi partecipano a programmi internazionali in Francia, Inghilterra e Stati Uniti. La collaborazione con il 118 e la disponibilità di 12 posti letto e due sale operatorie, di cui una per le emergenze, assicurano prontezza e qualità dell’assistenza.

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Per celebrare i 10 anni, si è appena svolto in Camera di Commercio il “Vascular Symposium Verona”, un evento scientifico di due giorni con specialisti da tutto il mondo, che ha approfondito le principali aree di intervento vascolare.

Il prof. Veraldi ha ringraziato i colleghi che hanno sostenuto il progetto, tra cui i professori De Manzoni, Nocini e Cordiano, e ha sottolineato il ruolo centrale dell’AOUI e dell’Università nel supportare crescita, innovazione e qualità delle cure: “Questa crescita clinica non sarebbe stata possibile se non avessimo avuto il sostegno decisionale ed economico della Direzione Generale Aoui e dell’Università, che hanno investito sull’innovazione e ancora continuano a investire su dispositivi di ultima generazione, a totale ed esclusivo beneficio dei malati”.

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