CGIL: «Mentre il Catullo prende il volo, i lavoratori restano a piedi»
CGIL riporta preoccupazione per i lavoratori dell’aeroporto Catullo di Verona. Mentre si registra un aumento dei flussi passeggeri, alimentato dal periodo vacanziero, pare che i lavoratori del servizio handling debbano fare i conti con la notizia del taglio di personale. A partire dal primo novembre, circa 60 lavoratori su 150 potrebbero perdere il lavoro a causa della perdita dell’appalto con Ryanair.
CGIL riporta che GH, società responsabile del servizio handler di assistenza ai passeggeri e della movimentazione dei carichi all’interno dell’aeroporto, avrebbe comunicato l’avvio di una procedura di esubero coinvolgendo quindi circa 60 dei 150 dipendenti complessivi. La decisione presa sarebbe a seguito della perdita del contratto con Ryanair.
Secondo quanto riporta CGIL, la compagnia aerea irlandese avrebbe infatti scelto di affidarsi a una nuova società partner, Skytanking Italy srl. Questa azienda pare non avere precedenti nel settore dell’assistenza ai viaggiatori in Italia e non essere aderente all’associazione datoriale di riferimento degli handling. Di conseguenza, non applicherebbe il CCNL, contratto collettivo nazionale di lavoro, né la clausola sociale prevista.
Le organizzazioni sindacali esprimono forte preoccupazione per questa situazione: «Non possiamo pensare che un cambio appalto possa concludersi con una procedura di esuberi» dichiarano i rappresentanti sindacali nella nota. Richiedono inoltre «l’apertura di un tavolo di confronto urgente, per garantire la piena applicazione della clausola sociale prevista dal CCNL».
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L’obiettivo sarebbe quindi garantire l’applicazione della clausola sociale prevista dal CCNL, impedendo i licenziamenti collettivi e assicurando il mantenimento dell’occupazione alle stesse condizioni economiche e normative attuali.
I rappresentanti sindacali fanno infine notare che: «con questa operazione “commerciale”, i gestori handling al Catullo diventeranno quattro, a differenza di quanto accade a pochi chilometri di distanza (e non solo) come a Venezia, in cui gli handling sono al massimo due». Questo, secondo i sindacalisti, porterebbe a un aumento del rischio di interferenze operative, con ripercussioni sulla sicurezza, sulle economie di scala e sulla qualità del servizio.
I lavoratori e le organizzazioni sindacali attendono risposte dalle autorità competenti e sperano in una soluzione che possa salvaguardare i posti di lavoro e mantenere elevati standard di sicurezza e servizio all’aeroporto di Verona.
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