L’Ibis eremita, un guerriero dei giorni nostri

L'8 maggio non è stata solo la festa della mamma: si è celebrata anche la giornata mondiale degli uccelli migratori. Una campagna di sensibilizzazione che vuole incentivare la cooperazione internazionale per evitarne l'estinzione. In questo senso si muove anche il Parco Natura Viva che, da anni, porta avanti un progetto dedicato al reinserimento in natura dell'Ibis eremita con migrazioni guidate da... umani.

Cesare Avesani Zaborra ibis eremita
Cesare Avesani Zaborra

L’intervista al direttore scientifico del Parco Natura Viva Cesare Avesani Zaborra

Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva, racconta ai nostri microfoni il viaggio degli ibis eremita, una specie ormai estinta che ora, grazie all’intenso lavoro dei ricercatori, ha finalmente ricominciato a volare.

Come sta il Parco Natura Viva?

Dopo due anni di penitenza pandemica vedere il ritorno dei nostri concittadini e turisti è stata una grande soddisfazione. Il lago di Garda sta tenendo bene come turismo, quindi siamo fiduciosi che il trend resterà positivo. Cerchiamo di avere un occhio di riguardo anche verso quelle frange di popolazione un po’ svantaggiate, rendendo la visita il più inclusiva possibile. Siamo stati inoltre aiutati dal Ministero della Cultura con un ristoro molto importante per la nostra sostenibilità economica.

Qual è il suo animale preferito?

Ho scoperto in 35 anni che opero in questo settore che più cresce la conoscenza di un animale, più quest’ultimo assume un fascino sempre più grande, quindi dare una risposta è difficile. Sono rimasto però affascinato dal panda rosso, oggettivamente bello da un punto di vista estetico.

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Passerei all’ibis eremita, protagonista di quest’intervista. Lui non brilla per bellezza, ecco…

È un animale che in Europa era totalmente estinto. Viene a nidificare in Europa centrale, tra Austria e Italia, ma nel ‘700 i nostri avi hanno cominciato a nutrirsi dei pulcini di questa specie, facendola estinguere completamente. Circa quindici anni fa però ho incontrato un amico biologo austriaco, il quale mi propone di lavorare insieme per riproporre la specie in natura. Siamo diventati partner italiano di questo progetto. Alcune ragazze vengono adibite ad allevare i pulcini appena schiusi, che le riconoscono come madri. Le ragazze salgono poi su dei deltaplani che portano gli ibis da Salisburgo a Orbetello. È un lavoro importante e di sacrificio, ma poi arriva il momento in cui i pulcini partono e ripercorrono le rotte insegnate dalle “madri umane”. Arrivati a destinazione, le madri umane spariscono e l’esperimento consiste nello studiare la capacità degli ibis di ripercorrere in autonomia la strada effettuata con le ragazze. Questo è avvenuto e ci fa capire che l’uomo ha anche una grande capacità di ricostruire una specie estinta completamente e ricostruire nella sua mente la rotta migratoria. Il fascino di questo animale è strepitoso. Oggi tramite un’app possiamo visionare anche dove si trovano in questo momento.

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Nei pressi del Parco voi avete creato anche un “albergo” proprio per gli ibis eremita. Di cosa si tratta?

Stiamo per realizzare una voliera aperta che consentirà a questi uccelli di tornare nel sito della voliera stessa, dopo la migrazione. Qui potranno trovare ristoro e del cibo, quindi di fatto è come un albergo per ibis eremita, sì.

E quindi, tirando le somme, quali sono i risultati di questo progetto?

I risultati sono ancora in corso. La stima è che circa un centinaio di esemplari sia presente sul suolo italiano e austriaco. Dobbiamo capire se saranno anche in grado di difendersi dai predatori. Il progetto è in piena fase di attuazione ma credo che tra un paio di anni saremo in grado di definire che questa specie sia reinserita autonomamente in Italia.

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Cosa succede nel caso di attacchi predatori durante il volo?

È un caso che può avvenire e gli ibis devono imparare a difendersi, anche se questo comporta alcune perdite. Chiaro che questo fa parte del meccanismo naturale. La cosa meno naturale invece è che qualcuno di questi uccelli è incappato nelle pallottole di alcuni bracconieri. È avvilente che tutto il nostro lavoro venga perduto a causa di questo. La nostra app di tracking degli ibis è gratuita e aperta a tutti, ma non deve essere un deterrente per la caccia.

Quando partirà la prossima migrazione?

A fine agosto, così che possano imparare a evitare i nostri inverni.

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