Cerro, benvenuta Bianca. La bimba è nata in casa

Giuseppe Ceschi e Alice Ferrari avrebbero avuto il termine per la nascita della loro primogenita domenica prossima, 15 novembre, invece la piccola ha deciso di venire alla luce l'altro ieri. Con l'aiuto al telefono di un'amica ostetrica prima e di un operatore del 118 poi, i due neo genitori sono riusciti a portare a termine il parto.

Giuseppe e Alice con la piccola Bianca

Un lieto evento l’altro ieri, venerdì 6 novembre, a Cerro Veronese. Bianca Ceschi, figlia di Alice Ferrari e di papà Giuseppe, è nata in casa, alle 17, dopo un parto velocissimo che non ha nemmeno permesso ai genitori di recarsi all’ospedale di San Bonifacio, come programmato, per la sua nascita, che sarebbe dovuta essere domenica prossima, 15 novembre. Bianca è nata naturalmente con l’aiuto del papà, guidato al telefono dagli operatori del 118 e dall’amica ostetrica Maria Massella. All’arrivo dell’ambulanza, mamma e bambina, stavano bene e sono state portate all’ospedale di Borgo Trento per tutti i controlli.

«Tutto è cominciato alla mattina, con un normale controllo al Fracastoro San Bonifacio, l’ospedale che avevamo scelto io e la mia compagna Alice per far nascere la nostra bambina. Tutto era tranquillo e gli esami andavano bene, tutto era previsto per la nascita domenica prossima, il 15 novembre. Tanto più che nel ritorno ci siamo tranquillamente fermati per fare alcuni acquisti prima di tornare a casa» afferma il neo papà Giuseppe Ceschi.

I due neo genitori assieme alla loro figlia nata ieri in casa

«Una volta tornati, nel pomeriggio, sono cominciati i primi dolori ma pensavamo fosse una cosa assolutamente normale, legata ai controlli che avevamo fatto quella mattina. Poi però questi dolori sono aumentati e diventati sempre più frequenti, tanto da farci pensare che fossero prime contrazioni e cominciare a prepararsi per partire» afferma emozionato. «Ma non c’è stato tempo perché subito ho cominciato a sentire le spinte» afferma la mamma Alice Ferrari.

«Le spinte continuavano con contrazioni ritmiche ed eravamo davvero molto indecisi sul da farsi, finché ci siamo rivolti alla nostra amica ostetrica, Maria Massella che ci ha seguito e aiutato fin dall’inizio di questo meraviglioso percorso. Dobbiamo davvero ringraziarla per il suo aiuto. Ci ha ascoltati e aiutati a calmarci inizialmente, cercando anche lei di capire cosa stesse succedendo. Poi, dopo, dieci minuti, in cui questi dolori non sono diminuiti ma anzi aumentati, Maria ha deciso di partire da Erbezzo e raggiungerci a casa nostra, a Cerro» continua il papà nel racconto.

«A quel punto abbiamo cominciato a vedere la testa e proprio in quel momento le è caduta la linea con la nostra ostetrica, come succede sempre quando si è nel Vajo dell’Anguilla che separa Erbezzo da Bosco e li abbiamo deciso di chiamare il 118, cercando di spiegare la situazione. L’operatore ci ha subito tenuto calmi, assicurandoci che l’ambulanza attrezzata era già partita da Grezzana per raggiungerci» spiega Giuseppe Ceschi, raccontando come anche dall’ospedale siano stati molto efficienti nelle psiegazioni. «Ci hanno spiegato cosa fare, finché tra una contrazione e l’altra, Bianca è uscita fino al collo. Lì l’ho aiutata un po’ ad uscire perché il cordone ombelicale un po’ la teneva vicino alle spalle. Piano piano quindi è uscita tutta e gli operatori continuavano a spiegarci molto bene come muoverci».

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«Nel giro di cinque minuti sono arrivati sia la nostra amica ostetrica che l’ambulanza con gli operatori» conclude il padre. «È stata sicuramente un’emozione strana e subito non ci credevamo. Quando poi ho visto la testa ho sentito “freddo”, non ho neanche capito cosa facevo, ma il tutto è durato un attimo. Ora l’importante è che stiamo tutti bene».

«Io e la mia compagna vogliamo davvero ringraziare la nostra amica ostetrica, Maria Massella, l’operatore del 118 che ci seguiva al telefono e i due operatori dell’ambulanza. Senza di loro davvero non avremmo saputo come comportarci e l’ansia in questi casi non aiuta. Il loro aiuto nel calmarci e dirci come fare è stato fondamentale» conclude.

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