Cerris Marzana, i sindacati: «Serve un nuovo modello di gestione per il reparto disabilità»
di Matteo Scolari
Il tema della gestione del reparto disabilità di Marzana (ULSS 9 Scaligera) è al centro del confronto tra sindacati, Azienda sanitaria e cooperative sociali dell’ATI. La UIL FPL, rappresentata dal segretario organizzativo Marco Bognin e dalla dirigente del Terzo Settore Giusy Campisi, ha denunciato l’eccessiva pressione sui lavoratori, aggravata dall’arrivo di 22 pazienti con patologie molto gravi, in alcuni casi dipendenti da ventilatori o dispositivi complessi. «Il personale non si sente adeguatamente formato per gestire situazioni cliniche di questa complessità – ha dichiarato Bognin – e alla cronica mancanza di operatori si aggiunge uno stress lavoro-correlato che rischia di compromettere la qualità dei servizi».

Da parte sindacale sono arrivate proposte concrete: riequilibrio dei carichi di lavoro, rafforzamento dell’integrazione tra servizi sanitari, sociali e Terzo Settore, maggiore attenzione all’organizzazione e alla sostenibilità del sistema. Campisi ha sottolineato un primo risultato positivo: «Abbiamo ottenuto la programmazione di piani formativi da concordare con le cooperative sociali, oltre alla ridistribuzione del personale in base ai carichi, così da salvaguardare operatori già provati da turni pesanti».

Sulla stessa linea la CISL FP, con il segretario generale Giovanni Zanini, che, assieme a Monica Lebenita, coordinatrice territoriale del terzo settore, ha messo in luce le difficoltà dell’attuale modello di gestione. «Nel breve periodo serve contenere sia la quantità sia la qualità dei ricoveri – ha spiegato – evitando l’ingresso di pazienti troppo complessi che aumentano in modo insostenibile il carico assistenziale». Accanto a misure immediate, Zanini e Lebenita hanno indicato la necessità di un intervento strutturale: «Oggi Marzana è considerata come una RSA, ma se seguisse il percorso degli istituti polesani avrebbe una fiscalità e un trattamento economico diverso, più adeguato al livello di complessità. Cambiare l’inquadramento giuridico è indispensabile per garantire sostenibilità e dignità al lavoro degli operatori».

Altro nodo critico è la gara d’appalto, giudicata ormai “obsoleta” e prorogata all’infinito, con difficoltà nell’ottenere il pieno rispetto degli impegni da parte dell’ATI guidata da Codes. «Abbiamo dato la nostra disponibilità – hanno aggiunto – a contribuire alla stesura di un nuovo capitolato che rispecchi le reali necessità di oggi. È una novità importante, che può segnare una svolta nella gestione del reparto».
Il prossimo confronto ufficiale è previsto per ottobre, dopo che la direzione ULSS avrà completato i passaggi con i vertici dell’ATI. Nel frattempo, UIL FPL organizzerà un’assemblea con il personale per illustrare i contenuti dell’incontro e raccogliere osservazioni. «Rafforzare la collaborazione con istituzioni e Terzo Settore è imprescindibile – ha concluso Campisi – per restituire respiro a chi lavora e garantire servizi di qualità ai cittadini».
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