Cer a Verona, arrivano 489mila euro dal Ministero della Famiglia

Per riorganizzare i centri estivi nel comune di Verona è in arrivo un finanziamento di 489mila euro dal Ministero della Famiglia.

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Manca poco ormai all’avvio dei Cer estivi a Verona. E, con il conto alla rovescia, giungono anche le buone notizie. Nelle casse comunali sono in arrivo 489mila euro. La somma, finanziata dal Ministero della Famiglia e trasferita dalla Regione Veneto, consentirà di riorganizzare i centri estivi e di garantire più settimane di attività per tutti. La ripartizione dei fondi è avvenuta sulla base della richiesta fatta dal Comune e indirizzata alla Regione.

Fino a oggi, per far fronte ai maggiori costi dovuti all’aumento del numero degli educatori previsto dai protocolli sanitari e senza variare le rette a carico delle famiglie, il Comune aveva intrapreso due strade per dare il via al servizio estivo. La prima rispondendo a tutte le domande, assicurando anche la frequenza agli stessi turni per i fratelli, ma riuscendo a garantire la metà delle settimane richieste. Adesso, con lo stanziamento dei fondi statali, gli uffici stanno lavorando per ampliare il servizio e rispondere alle richieste delle famiglie.

Il riparto è sulla base del numero di bambini nella fascia d’età 13-14 anni e in proporzione alla popolazione residente nel comune. Ora manca solo la bollinatura della Corte dei Conti e poi lo stanziamento dovrebbe essere disponibile.

I Cer, punto di riferimento dell’estate scaligera, inizieranno il 22 giugno per i ragazzi dai 6 ai 12 anni e il 1° luglio per i bambini dai 3 ai 6 anni. Il servizio si concluderà il 28 agosto.

In totale sono state presentate 1.126 domande, di cui 49 per bambini ‘speciali’. Le iscrizioni sono state chiuse il 31 maggio per consentire la programmazione delle attività nel rispetto di tutte le misure per la sicurezza di bimbi e operatori. Secondo i protocolli il numero degli educatori deve essere di uno ogni 5 bambini da 3 a 6 anni, uno ogni 7 ragazzi da 6 a 12 anni, 1 ogni ragazzo diversamente abile.

«Con uno sforzo notevole da parte del Comune avevamo riposto a tutte le richieste delle famiglie, assicurando almeno la metà dei turni. Questo nonostante l’aumento dei costi dovuto alla necessità di moltiplicare gli educatori per mantenere i rapporti previsti dai protocolli sanitari» ha spiegato ieri in diretta streaming il sindaco Federico Sboarina. «Ma ogni tanto le buone notizie arrivano. Con queste nuove somme, che speriamo siano presto utilizzabili, potremo incrementare il servizio e aumentare i turni. Gli uffici dell’Istruzione sono già al lavoro per riorganizzare i centri estivi e informare le famiglie sulle nuove disponibilità».

«Faremo tutto il possibile per andare incontro alle esigenze dei genitori. Tanti, per fortuna, sono tornati a lavoro, ma ora devono trovare il modo di gestire i bambini e i ragazzi che sono a casa. Ecco perché con il servizio dei Cer, assieme al progetto ‘Ci sto? Affare fatica che coinvolge gli adolescenti, cerchiamo di dare un’offerta completa che supporti le famiglie in questo periodo e, allo stesso tempo, dia ai bimbi e ai ragazzi un’occasione di crescita. Ai centri estivi per quanto riguarda il gioco e i laboratori, per gli adolescenti, invece, l’opportunità di rendersi utili per la collettività, in un ambiente sicuro e protetto».