Centri massaggi, arrestata coppia di aguzzini

Un pluripregiudicato di 42 anni di origini pakistane raggiunge la compagna cinese in carcere a Montorio da venerdì scorso. Entrambi gestivano un traffico di prostituzione in due locali di Verona.

Sigilli al centro benessere di via Trevisani
Sigilli al centro benessere di via Trevisani

Ieri pomeriggio i carabinieri di Verona hanno tratto in arresto un quarantaduenne pakistano residente a Travagliato (in provincia di Brescia), pluripregiudicato, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa lo scorso 6 aprile dal Tribunale di Verona.

L’uomo reclutava e assoldava donne cinesi e pakistane per sfruttarle all’interno di centri massaggi da lui gestiti, uno in Volto San Luca e uno in via Trevisani, con la complicità della compagna cinese. Il quarantaduenne, infatti, pagava l’affitto dei locali e si assicurava del fatto che tutto venisse loro fornito per l’attività di prostituzione (abiti, trucchi, preservativi, salviette, olii per massaggi in parti intime del corpo e così via).

Sigilli al centro benessere di via Trevisani

Proprio la sua compagna, venerdì sera scorso, era stata arrestata sempre dai carabinieri all’interno di uno dei due centri gestiti dal marito centro, quello di Volto San Luca. Il lavoro della sezione operativa non si era fermato a quell’arresto, anzi aveva preso piede con ancor maggiore incisività riuscendo a ricostruire la fitta trama che la spregiudicata cinese, col marito, era riuscita ad intessere per reclutare donne e “piazzarle” nei due locali di Verona. Analizzando spostamenti, contatti e telefoni cellulari dell’arrestata, si è risaliti all’uomo che con lei manovrava questo “commercio di corpi”, uomo cui la cinese inviava puntualmente un rendiconto mensile di quanto le ragazze fossero riuscite a guadagnare nell’arco delle singole giornate “lavorative”.

Il lavoro degli uomini dell’arma, concluso in tempi serrati e frutto di analisi di ogni dato potesse risultare utile a ricostruire il dietro le quinte del mondo della prostituzione in centri benessere, è stato così presentato al magistrato titolare dell’attività, che ha richiesto ed ottenuto dal giudice delle indagini preliminari la misura cautelare della custodia in carcere per il pakistano che, insieme alla cinese già arrestata, si era reso parte inequivocabilmente attiva in questo meretricio.

Così, appena ricevuta l’ordinanza, i militari hanno messo le manette, dinanzi a un secondo centro benessere (anch’esso posto sotto sequestro) in via Trevisani, al pakistano, che risponderà di sfruttamento e induzione alla prostituzione, al pari della compagna cinese già condotta a Montorio la settimana scorsa.

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