Centri diurni, Federsolidarietà replica a Valdegamberi

Botta e risposta tra il consigliere regionale Stefano Valdegamberi e il presidente di Federsolidarietà Veneto, Roberto Baldo. Dopo le accuse di ieri rivolte dal consigliere ai centri diurni per disabili, che chiudendo per due settimane lascerebbero a loro stesse le famiglie in difficoltà, il presidente di Federsolidarietà replica accusando a sua volta Valdegamberi di fare "polemica elettorale" distorcendo la realtà.

Baldo-Valdegamberi
Da sinistra: Roberto Baldo (presidente Federsolidarietà Veneto) e Stefano Valdegamberi (Consigliere regionale del Veneto)

Ha accusato i centri diurni per persone con disabilità di lasciare, ancora una volta, le famiglie a loro stesse durante l’estate. Così il consigliere regionale Stefano Valdegamberi ha dato il via ieri, sulle pagine del quotidiano “L’Arena”, alla polemica sui Ceod. Un’accusa a cui non ha tardato arriva la risposta del Presidente Regionale di Federsolidarietà Veneto Roberto Baldo, che ha voluto chiarire la situazione e accusare, a sua volta, il consigliere di aver alzato il polverone per aumentare il consenso elettorale in vista delle elezioni.

«Caro Consigliere Valdegamberi, spiace leggere ancora una volta sui media attacchi strumentali ai gestori dei Centri diurni (che è bene ricordare, non sono solo Cooperative sociali) che hanno il retrogusto amaro della polemica elettorale. – scrive Baldo – Abbiamo meditato sull’opportunità di replicare per evitare strumentalizzazioni ma di fronte ad accuse immotivate la reazione è dovuta. Tacere potrebbe sembrare una ammissione di responsabilità».

«Le cose non stanno proprio come le descrive Lei. Le sue affermazioni portano a distorcere la realtà e diffondono notizie false o mezze verità, forse per ottenere visibilità ed aumentare il consenso elettorale. I centri Diurni – prosegue – non sono chiusi perché si devono smaltire le ferie (che dove era possibile sono state usate nel periodo di chiusura obbligata) ma lo sono perché i gestori, tutti i gestori, devono rispettare il calendario di aperture e chiusure stabilito dalle ULSS e dalla Regione Veneto, il quale prevede che i Centri siano aperti 227 giorni al massimo nell’arco dell’anno. E fare due conti non è difficile. Se poi invece la politica volesse realmente aiutare le famiglie, trovi i fondi per aprire 260 giorni l’anno. Le Cooperative sociali sono pronte!»

«È troppo facile confondere le acque sul continuo taglio di risorse buttando la croce sul Cireneo di turno. Se proprio si vuole ascoltare il disagio rappresentato da alcune famiglie si dica con chiarezza che risposte adeguate e appropriate ai bisogni delle persone con disabilità, soprattutto di quelle più problematiche, hanno bisogno di essere sostenute, promosse e finanziate. – continua il presidente di Federsolidarietà Veneto – Le nozze con i fichi secchi a Verona le abbiamo dovute fare per decenni con rette sensibilmente al di sotto della media regionale. Eppure la Cooperazione e più in generale tutti gli Enti gestori non si sono mai sottratti. Rispetto al periodo di lockdown – precisa ancora Baldo – è stato riconosciuto dalla Regione e dalle Aziende ULSS un importo pari al 90 % della retta, ma tutti i centri si sono sempre adoperati per cercare di dare sollievo alle famiglie, con interventi domiciliari e di sostegno concordati sempre con le ULSS, che ovviamente hanno richiesto l’impegno di numerosi operatori. Senza contare che il reclutamento forzato di infermieri e operatori da parte delle ULSS ha depauperato la forza lavoro delle Cooperative mettendole in ulteriore, grave difficoltà. Non abbiamo fatto altro che rispettare i vari DPCM e Ordinanze che ci sono state imposte. C’è consapevolezza di cosa significhi, per le ULSS e per i gestori, sottoporre a tampone centinaia di persone tra utenti e operatori? Di quanto tempo ed energie richiede?»

«Insinuare che la cooperazione in qualche misura non abbia voluto dare sostegno alle famiglie è un’accusa gravissima, soprattutto se viene da un consigliere che in passato ha rivestito il ruolo di assessore al sociale. Ogni istituzione si assuma le proprie responsabilità cercando di lavorare per creare un clima di collaborazione e dialogo costruttivo piuttosto che fomentare sentimenti di contrapposizione e di ‘guerra fra poveri’. In un momento delicato come quello che tutti stanno attraversano non ce n’è davvero bisogno. -conclude Baldo – In merito invece al lockdown l’invito al consigliere Valdegamberi e a tutti gli altri candidati alle regionali è di andare a leggere i bilanci delle cooperative sociali dei primi sei mesi, e di cercare soluzioni, strumenti e azioni per sostenerci invece che attaccarci. Se le cooperative dovessero chiudere, il welfare sarebbe smantellato».