Cedro di piazza Bra: nessun reperto, si procede al salvataggio
Redazione
Gli scavi ispettivi realizzati sotto la supervisione degli archeologi non hanno portato alla luce reperti rilevanti e la Soprintendenza autorizza dunque la prosecuzione dell’intervento di messa in sicurezza definitivo del Cedro pericolante di piazza Bra, in centro a Verona.
Oggi, 6 agosto, i tecnici hanno concluso gli scavi nei punti programmati, che coincidono con quelli dei pali che sosterranno l’imponente albero – pianta 2202 –, a elevato rischio crollo a causa del sollevamento della zona radicale (il fusto è attualmente inclinato di oltre 18 gradi).
Le stime indicano un’altezza di 19 metri e un peso complessivo di 16 tonnellate, con il fusto inclinato di oltre 18 gradi sulla verticale.
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Il Cedro sarà messo in sicurezza attraverso un ancoraggio a terra in più punti. Il team che sta realizzando il delicato intervento – coordinato dal personale del Verde Verticale di AMIA, su incarico del Comune e come indicato dalla Soprintendenza – è formato da più professionalità tra cui ingegnere, geologo, arboricoltore, archeologo.
Rispetto al progetto, a seguito di un ulteriore sopralluogo dei tecnici della ditta incaricata di posizionare i pali, è stata decisa una parziale modifica che prevede l’utilizzo di più pali ancorati a una profondità minore e tenuti insieme da una gettata di calcestruzzo che sarà però interrata e dunque non visibile. In superficie, infatti, rimarranno unicamente i cavi in acciaio a sostegno della pianta. Si tratta di strutture a basso impatto visivo che si troveranno all’interno dell’area dei giardini.
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I lavori sono iniziati lunedì mattina: primissimo step è stato la traslazione della Piastra al Deportato dalla sua sede originaria all’altro lato dell’aiuola, fronte Arena: un punto ancora più visibile che permette di valorizzare ulteriormente il monumento.
Inoltre, prima di procedere a qualsiasi azione all’interno dell’area dell’apparato radicale, il Cedro è stato messo in sicurezza provvisoria con l’ausilio di una gru: mezzo pesante che potrà lasciare pianta e piazza Bra solo a intervento ultimato. Portato in luce l’apparato radicale della pianta tramite la rimozione della terra di superficie (eseguita attraverso un apposito macchinario, l’AirSpade), si è provveduto a eseguire gli scavi nei punti previsti, ma senza danneggiare ulteriormente le radici.
Gli step fino a qui svolti, dunque, hanno trovato riscontro positivo e i lavori stanno proseguendo come da programma. Lunedì è prevista la posa dei pali e, salvo imprevisti, il cantiere dovrebbe chiudere entro Ferragosto. Tuttavia si tratta di un intervento molto delicato il cui esito potrebbe quindi non essere scontato, perché eseguito su una pianta in parte compromessa e che, come evidenziato dalla perizia eseguita il mese scorso, “potrebbe cadere in qualsiasi momento”.
La perizia, online sul sito www.amiavr.it, aveva altresì rilevato, il sostanziale stato di buona salute della pianta secolare, indicando come possibile alternativa ad abbattimento e sostituzione, un progetto di salvaguardia della stessa. Da qui, su indicazione della Soprintendenza, l’intervento che il Comune ha affidato ad AMIA.
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