Cattolica, i commenti dei partiti sulla trasformazione in Spa

Ieri, venerdì 31 luglio, l'assemblea di Cattolica Assicurazioni, società cooperativa fondata nel 1896, ha votato la trasformazione in società Spa: l'operazione avverrà il 1° aprile 2021. A commentare il passaggio numerose voci della politica scaligera.

Numerose le note stampa inviate dalle voci della politica veronese in merito alla trasformazione di Cattolica Assicurazioni in Spa. Tra queste, quella di Luca Nisidi, city lead di Volt Verona, che commenta: «ll 31 luglio l’assemblea straordinaria di Cattolica ha deliberato la trasformazione da società cooperativa a società per azioni, che avverrà il 1° aprile 2021: un passaggio epocale per il quinto gruppo assicurativo italiano di origini veronesi, con oltre 120 anni di vita, che aprirà le porte all’ingresso di Generali nel capitale sociale».

«Non abbiamo nessuna preclusione al fatto che Cattolica diventi una società per azioni, che ad oggi sembra essere l’unica via d’uscita percorribile. Il problema, semmai, è la modalità con cui questo cambiamento è avvenuto e le ragioni che hanno portato ad una scelta così drastica”, afferma Luca Nisidi, coordinatore locale di Volt, il partito paneuropeo, progressista ed ecologista che alle prossime elezioni correrà a sostegno di Lorenzoni con una lista comune con +Europa. “Come Volt riteniamo ci siano delle domande per le quali i cittadini veneti, soprattutto le migliaia di persone socie di Cattolica che su questa società hanno creduto e investito i risparmi di una vita, meritino di ricevere una risposta».

«Le domande che Volt pone sono molto semplici: perché l’IVASS ha chiesto alla Compagnia veronese una ricapitalizzazione di 500 milioni, una cifra enorme che ha costretto Cattolica a gettarsi tra le braccia di Generali per reperire i fondi necessari all’aumento di capitale? Ci sono delle responsabilità?; perché, con un cambio di rotta improvviso, è stata proposta proposta la soluzione della trasformazione in S.p.A. che fino a pochi mesi fa veniva demonizzata?; nel contesto della crisi sanitaria che ha reso impossibile organizzare le assemblee dei soci in presenza, è stato garantita una dialettica vera tra la base azionaria e il vertice, dal momento che il voto dei soci si è svolto in via telematica giorni prima rispetto all’assemblea stessa?»

«Quello che sta accadendo rappresenta l’ennesima perdita per Verona e per il Veneto – continua Nisidi – Cattolica, dopo le Popolari di Vicenza e di Verona, rappresentava l’ultimo baluardo finanziario del territorio scaligero, che ora si appresta ad uscire definitivamente dalla scena della finanza».

Anche Tommaso Ferrari di Traguardi ha commentato la vendita a Generali di Cattolica, definendola una «sconfitta per la città». «I processi o si guidano o si subiscono ed è chiaro ormai a tutti che un’intera classe politica e dirigente che in questi anni ha fatto della “veronesità” una propria bandiera, ha invece deupaperato il nostro territorio, solo per convenienza o miopia di visione strategica. Chi vuole portare avanti una vera “veronesità” deve guidare i cambiamenti sociali e di mercato e non farsi travolgere dalle decisioni».

A esprimersi sull’operazione anche il segretario del Pd Facincani: «Il risultato dell’assemblea soci di Cattolica Assicurazioni, chiaro ed indiscutibile, stabilisce la trasformazione da cooperativa a Società per Azioni, scelta oramai obbligata per ragioni strutturali e strategiche. Questa decisione, assunta ad ampia maggioranza dei soci, apre la strada al definitivo ingresso delle Assicurazioni Generali, prima compagnia assicurativa italiana, nella compagine sociale di Cattolica Assicurazioni. Questo passaggio può costituire l’occasione per raggiungere ambiziosi traguardi alla nostra città assieme a un partner internazionale di grande valore e prestigio. Ora ci auguriamo che oltre alla salvaguardia del posti di lavoro e della rete commerciale vengano mantenuti gli impegni per il rilancio importante della Fondazione Cattolica e degli asset direzionali strategici nei settori dell’agroalimentare, degli enti religiosi e dei servizi sociali e della solidarietà, mantenendo a Verona il cuore operativo di Cattolica».