Cattolica, Grigolini: «Un modello sano, in svendita per 300 denari»

Grigolini (Famiglia è Futuro) su Cattolica Assicurazioni: «Da 124 anni un modello sano e riuscito. In svendita per 300 denari!».

grigolini

«È in gioco l’ultimo dei capisaldi che hanno fatto grande Verona, un tesoro che in questi giorni rischia di bruciare in un’operazione che non ha nulla di etico e di trasparente». Va dritto al sodo Filippo Grigolini, presidente di Famiglia è Futuro nel merito dell’operazione del cda di Cattolica: «Per 124 anni Cattolica Assicurazioni è stata baluardo di un modello riuscito nel condurre prospere e profittevoli attività economiche nell’interesse – mutualistico e cooperativo – di soci, clienti-assicurati, agenti, dipendenti e famiglie, collaboratori e partner, a tutto vantaggio dei territori di riferimento».

«Da 124 anni, fondata nel centro della città, nel chiostro della Chiesa di Santa Eufemia a Verona, Cattolica ha sempre lavorato per la città, mettendo al centro gli interessi dei suoi concittadini, forte di quella che era la levatura morale dei suoi gestori. Ha portato benessere e ricchezza in ogni dove.  Per 124 anni questo sistema ha funzionato: oggi, questo patrimonio unico di storia, valori e relazioni viene svenduto per 300 denari».

«Ombre pesanti sulla modalità di gestione di un passaggio epocale – ha proseguito Antonio Zerman, vice presidente di Famiglia è Futuro – con una manovra appresa da un’inattesa comunicazione pervenuta nottetempo, si vuole regalare Cattolica al colosso Generali Assicurazioni attraverso un’operazione di “acquisizione a sconto” che della comunicata “partnership strategica” ha solo il temporaneo nome».

«Oggi e nel futuro Verona guarderà negli occhi quanti si stanno caricando di una responsabilità simile e di una così profonda depauperazione del patrimonio finanziario della città. Un’operazione non condivisa né rappresentata dai soci: con un ridicolo innesto di 300 milioni di euro di capitale si permette al Gruppo Generali – che già ha assorbito e divorato il gruppo Toro – di acquisire la quota abnorme del 24,4% del capitale di Cattolica, nel suo momento di minimo storico, imponendo pesantissimi vincoli:

  • la trasformazione in Spa;
  • tutele di governance a favore di Generali;
  • veto assoluto su materie di competenza del CdA e dell’Assemblea;
  • la delega alla gestione degli investimenti del Gruppo Cattolica;
  • la riassicurazione del Gruppo;
  • l’inserimento dei prodotti salute sui canali di vendita del Gruppo;
  • la vendita delle soluzioni IoT di Generali tramite gli agenti di Cattolica».

«Dopo 124 anni ci troviamo di fronte, nei fatti, ad una acquisizione/svendita dell’ultimo “gioiello” della città – ha proseguito continuato Claudio Corradi, avvocato e vicepresidente di Famiglia è Futuro -, senza pagare ai soci il premio di maggioranza, senza valutare una serie di opzioni e di offerte alternative. Verona rischia di perdere la terza ed ultima grande realtà finanziaria costruita attraverso decenni di storia. Una sconfitta già vista. Nel quasi silenzio generale e nell’arco di 20 anni, la città si è lasciata sfilare due perle: la Cassa di Risparmio e, più recentemente, il Banco Popolare».