Castellini: «Sostegno agli esercenti? Chiacchiere di propaganda»

Il coordinatore di Italia Libera per il nord Italia irride le recenti uscite a mezzo stampa di Tosi, Maschio, Zavarise...definendole strategie finalizzate ad «apparecchiare la tavola per le prossime comunali».

Luca Castellini, coordinatore per il nord Italia di Italia Libera

Voce fuori dal coro quella di Luca Castellini, ora coordinatore per il nord Italia di Italia Libera (un comitato di liberazione nazionale che vuole coalizzare tutte le forze rivoluzionarie che stanno combattendo il PUC, partito unico del Covid), il quale avverte gli esercenti che in questi due giorni in stanno protestando contro il Governo tenendo chiusi i loro locali, riguardo ai messaggi di sostegno e vicinanza pervenuti da più fronti della politica interna.

Luca Castellini, coordinatore per il nord Italia di Italia Libera

«Leggo in queste ore diversi comunicati da parte dei vari Tosi, Maschio o Zavarise a sostegno degli esercenti veronesi massacrati dalle chiusure e dai DPCM. Sappiano gli esercenti – dichiara Castellini – che si tratta di tanto semplici quanto gravi chiacchiere di propaganda per apparecchiare il terreno alle prossime comunali dal momento che sia il Partito della Lega con il duo Salvini-Zaia che Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni lavorano perfettamente in linea con il cosiddetto Partito del Covid, sottoscrivendo e allineandosi ai DPCM Conte in ogni regione e città da loro amministrate; sono altresì certo che uguale discorso sarebbe (o sarà) per Flavio Tosi qualora fosse parlamentare o diventi il prossimo Sindaco di Verona».

«Dal momento che nessun aiuto statale o comunale potrà effettivamente ristorare chi sta rischiando di chiudere (o purtroppo l’ha già fatto) la propria attività, c’è poco da mettere a disposizione indirizzi mail per ricorrere contro il Governo denunciando il “poco preavviso» dei DPCM colorati – conclude Castellini. «Agli esercenti non servono chiacchiere o rassicurazioni di propaganda ma si devono rendere conto che sono e restano soli, che se non vorranno chiudere dovranno agire di conseguenza organizzandosi autonomamente e ribellandosi aprendo tutti insieme le serrande e vedranno che i cittadini veronesi, a partire da noi, sapranno sostenerli con la loro presenza».