Cassazione, è reato vendere derivati della cannabis light

Vendere i prodotti derivati dalla cannabis light è un reato. A decretarlo è stata la Cassazione, in particolare le sezioni unite penali presiedute dal presidente aggiunto Domenico Carcano.

Una decisione che potrebbe tagliare le gambe a un settore che è fortemente in crescita come quello dei cannabis store. Per la Cassazione, quindi, la legge non consente la vendita o la cessione a qualunque titolo dei prodotti «derivati dalla coltivazione della cannabis», nei quali rientrano l’olio, le foglie, le infiorescenze e la resina «salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante».

Soddisfatto il ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana: «Esprimo soddisfazione per la sentenza con cui la Cassazione, oggi, ha stabilito che è reato commercializzare i prodotti derivati della cosiddetta cannabis light. Questa decisione conferma le preoccupazioni che abbiamo sempre manifestato in relazione alla vendita di questo tipo di prodotti e la bontà delle posizioni espresse e delle scelte da noi adottate fino ad oggi».

Proprio ieri, a Macerata, il questore ha fatto chiudere uno dei due negozi già chiusi il 9 maggio scorso. Il negozio dovrà rimanere chiuso per 30 giorni alla luce delle risultanze di un’operazione antidroga della Gdf di alcune settimane fa, nel corso della quale il negozio era stato perquisito ed era stato rinvenuto circa mezzo chilo di marijuana nascosta in un frigorifero e hascish in un’altra zona del locale.

«Ora la palla passa al governo: – ha commentato il coordinatore Alta Italia del Popolo della Famiglia, Mirko De Carli – avrà la forza di porre sotto sequestro i negozi sparsi per tutto il paese che non hanno alcuna intenzione di chiudere? La nostra battaglia continua. Nostro compito è vigilare e sollecitare il governo ad agire, perché come Popolo della Famiglia difendiamo la salute dei giovani.» conclude De Carli. (Ansa)