Caso Saviano. PD e +Europa attaccano la giunta

«Rappresaglia da piccoli dittatori in erba» dichiara il segretario provinciale dem Maurizio Facincani. «La città è ostaggio di una cultura politica fascio-leghista» sentenzia Giorgio Pasetto.

Roberto Saviano

Tiene banco la questione Saviano. Dopo la raccolta firme fatta partire qualche giorno fa dal consigliere comunale del Partito Democratico Federico Benini, arrivata fino a questo momento a quasi 5700 nominativi, nelle ultime ore si sono espressi sulla vicenda anche il segretario provinciale del PD, Maurizio Facincani, e il coordinatore di +Europa Verona Giorgio Pasetto.

«Nel caso della revoca della cittadinanza onoraria allo scrittore Saviano emerge chiaramente la volontà di punire non solo il dissenso che lo scrittore esprime ed ha espresso nei confronti dell’operato dell’ex Ministero dell’Interno Salvini, ma soprattutto chi ha idee diverse da chi è al potere in quel momento. – dichiara Facincani – Non mi meraviglia che il consigliere Zelger, abituato a cambiare idea e casacca a seconda delle convenienze politiche del momento, abbia chiesto l’approvazione della sua proposta, motivata principalmente da adulazione e servilismo nei confronti del suo leader politico di turno. Mi indigna di più che abbia trovato consenso dalla maggioranza del consiglio comunale».

Maurizio Facincani

«Mi stupisce inoltre che il Sindaco Sboarina o lo stesso presidente del Consiglio comunale Ciro Maschio, che nel 2008 furono tra quelli che votarono a favore della cittadinanza onoraria a Saviano, non comprendano che quello che hanno appoggiato sia nient’altro che un atto di rappresaglia politica contrario ai valori democratici sui quali hanno giurato e ai quali spesso si appellano per chiedere cittadinanza alle loro idee di destra. Sono atti da maggioranza irresponsabile o, peggio, da piccoli dittatori in erba».

«La revoca della cittadinanza a Saviano mi spinge a chiedere ai veronesi che hanno a cuore i valori della democrazia di intraprendere azioni civili risolute perché la decisione sia rivista, per dimostrare che Verona e i veronesi non sono vittime dell’indifferenza di fronte a fatti così gravi» conclude Maurizio Facincani.

«La revoca della cittadinanza a Saviano perché ha osato criticare Salvini è una offesa a tutta Verona e a tutto il Veneto. La città è ostaggio di una cultura politica fascio-leghista che censura chi critica la Lega ma è accondiscendente verso chi, negli ambienti dell’estrema destra, sfascia la città per criticare le misure anti covid. Per storia, cultura e sviluppo economico e sociale Verona dovrebbe invece essere simbolo di una città aperta ed inclusiva. L’opposto di quello che questa giunta rappresenta» dichiarano Anna Lisa Nalin, componente della segreteria di +Europa e portavoce regionale in Veneto, e Giorgio Pasetto coordinatore di +Europa Verona.

Giorgio Pasetto
Giorgio Pasetto