Caso Nocini, la rettrice dell’Università di Verona Leardini: «Disagio profondo»

Redazione

| 19/12/2025
L’Università di Verona però conferma l’iter procedurale come «formalmente corretto dal punto di vista amministrativo» e la rettrice ribadisce di voler «difendere la reputazione del nostro Ateneo».

«Come Rettrice e come persona condivido un disagio profondo che la nostra comunità universitaria sta vivendo. Sento tuttavia la responsabilità e il peso di difendere la reputazione del nostro Ateneo e quindi di qualcosa che va al di sopra della mia opinione personale».

È questo il messaggio che la Rettrice dell’università di Verona, Chiara Leardini, ha condiviso con il Senato accademico che si è da poco concluso nella Sala Barbieri di Palazzo Giuliari dove ha chiesto alle direttrici e ai direttori di dipartimento di aderire a un percorso che, da ora in avanti, metta in atto misure per rafforzare l’etica nel reclutamento del personale universitario.

«Di questo posso rispondere – ha aggiunto la Rettrice – da adesso in poi visto che sono in carica da meno di due mesi e su questo mi impegnerò per i prossimi sei anni».

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Il riferimento è al “caso Riccardo Nocini”, figlio dell’ex rettore Pier Francesco Nocini, che ha lasciato il posto a Leardini dal 1° ottobre 2025. La questione delicata riguarda la nomina di Riccardo Nocini a professore ordinario di otorinolaringoiatria all’Università di Verona a soli 33 anni, tramite un concorso in cui è risultato unico candidato e su cui sono stati sollevati dubbi di legittimità e favoritismi legati al fatto che è figlio dell’ex rettore dell’ateneo.

Due associazioni che tutelano specializzati e specializzandi universitari, Als-Fattore2a Ets e Bandiuniversità, hanno inviato un esposto all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) e una richiesta formale alla rettrice dell’Università di Verona.

L’Università di Verona – fa sapere in una nota diffusa oggi, la prima ufficiale dallo scoppio della vicenda – per quanto di sua competenza «può solo constatare, in questa fase, che l’iter procedurale della chiamata di un docente di Otorinolaringoiatria, Audiologia e Foniatria da parte del dipartimento di Scienze chirurgiche, odontostomatologiche e materno infantili risulta formalmente corretto dal punto di vista amministrativo».

«Va, inoltre, ricordato che l’abilitazione a professore ordinario di Riccardo Nocini è stata attribuita da una Commissioni per l’abilitazione scientifica nazionale e che la valutazione successiva è stata fatta da una Commissione esterna composta da tre docenti ordinari» specifica la nota dell’Ateneo.

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«Prendo atto, tuttavia – ha aggiunto la Rettrice – che esiste una parte formale che abbiamo ricostruito attraverso i 14 passaggi procedurali e che siamo disponibili a divulgare a chi lo richiedesse. Se dovessero emergere nuovi elementi siamo disponibili e ci impegniamo a considerarli. Sono comunque amareggiata perché quello che è emerso in questi giorni non rappresenta la forza e l’eccellenza della nostra comunità universitaria che rivendico con orgoglio».

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