Caso Moussa Diarra, il comitato chiede trasparenza sulle telecamere

Il Comitato Verità e Giustizia per Moussa, costituito dopo la morte del giovane Moussa Diarra, ucciso da un agente della Polizia Ferroviaria il 20 ottobre scorso, porta l'attenzione sui video delle telecamere di sorveglianza della Stazione Porta Nuova di Verona. Questi video, secondo alcune emittenti e giornali, sarebbero stati visionati e utilizzati per avvalorare la…

Il Comitato Verità e Giustizia per Moussa, costituito dopo la morte del giovane Moussa Diarra, ucciso da un agente della Polizia Ferroviaria il 20 ottobre scorso, porta l’attenzione sui video delle telecamere di sorveglianza della Stazione Porta Nuova di Verona.

Questi video, secondo alcune emittenti e giornali, sarebbero stati visionati e utilizzati per avvalorare la tesi della legittima difesa da parte dell’agente indagato per eccesso colposo, ma il Comitato e i suoi avvocati chiedono da giorni di poterli vedere.

Tuttavia, secondo un articolo del Gazzettino, rivelazioni indicano che la telecamera centrale, orientata verso il luogo del fatto, non era funzionante per un’anomalia tecnica, rendendo indisponibili immagini cruciali per ricostruire l’evento. Il Comitato esprime quindi preoccupazione per la trasparenza e la garanzia procedurale delle indagini, chiedendo chiarezza sull’esistenza o meno dei video e la loro disponibilità alle parti coinvolte.

Manifestazione Verità e giustizia per Moussa Diarra
Manifestazione Verità e giustizia per Moussa Diarra

«Non possiamo non rilevare – dice il comunicato in una nota diffusa alla stampa – come appena il Comitato Verità e Giustizia per Moussa abbia chiesto pubblicamente la visione e la consegna di quei video, che in molti fino a qualche istante fa sostengono di aver visto, con una gravissima fuga di notizie, eccetto alcune delle parti realmente interessate, sia emerso che tali video non esistono. Non possiamo che registrare e segnalare con la massima urgenza la coincidenza e l’anomalia di tali circostanze nonché esprimere una grave preoccupazione in merito alla garanzia procedurale delle indagini e al pericolo di inquinamento probatorio».

Il comitato continua anche a cercare testimoni che possano dare nuovi elementi su quanto accaduto in stazione a Verona la mattina dello scorso 20 ottobre.

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Padovani: «Episodi di violenza e degrado non sono situazioni isolate»

Della vicenda si è interessata nelle scorse ore anche la senatrice di Alleanza Verdi Sinistra Ilaria Cucchi. Su questo è intervenuto anche il deputato veronese di Fratelli d’Italia Marco Padovani: «Invito la senatrice Cucchi a visitare la nostra Verona, dove potrebbe farsi accompagnare dal Sindaco Tommasi, che ha in giunta uomini di Sinistra Italiana, in un tour che le mostri quanto questa città sia cambiata negli ultimi due anni. È un’occasione per osservare insieme realtà che preoccupano profondamente i cittadini: le risse ormai quotidiane nella zona di Porta Nuova, il degrado crescente ai semafori e nel quartiere Stadio, e le aree di spaccio che proliferano a Veronetta e sui Bastioni».

Marco Padovani
Marco Padovani

«Vorrei che vedesse come episodi di violenza e degrado non siano situazioni isolate, ma fenomeni che stanno intaccando la sicurezza di Verona e della sua provincia, creando un clima di preoccupazione e sfiducia. È stato purtroppo dimostrato anche di recente a San Bonifacio, dove un uomo ha tragicamente perso la vita a seguito di una rissa in un parcheggio, scena che dovrebbe far riflettere chi ha a cuore la sicurezza delle nostre città».

«In un contesto come questo, ci aspetteremmo dai rappresentanti dei cittadini nelle alte cariche dello Stato un sostegno concreto alle Forze dell’Ordine, che ogni giorno si trovano ad affrontare sfide sempre più complesse» ha aggiunto Padovani.

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