Casi positivi, in aumento nella fascia 16-25

Durante il punto stampa dell'Ulss 9, il direttore generale Pietro Girardi ha fatto il punto in merito a diversi aspetti: variante Delta, tamponi, vaccini e vaccinazioni nel personale scolastico e ospedaliero.

Foto d'archivio

È stata organizzata una conferenza stampa in tutte le Ulss della regione per fare il punto sui casi in impennata negli ultimi giorni a Verona e provincia. Il direttore generale dell’Ulss 9 Pietro Girardi durante il punto stampa ha evidenziato diversi aspetti. «I casi sono in crescita in tutto il Veneto e in tutta Italia, all’interno della stessa regione con differenziazioni che possono essere altrettanto accentuate. Oggi dei 434 casi positivi di ieri 171 sono realizzati in provincia di Verona. Il numero dei positivi, sia in termini di incidenza che di prevalenza, si concentra prevalentemente a Verona e nella cintura più urbana, nei comuni più popolati della provincia».

Casi in crescita nella fascia 16-25

«Di questi casi positivi si concentrano prevalentemente tra i 16 ai 25-26 anni. La seconda numerosità più elevata è tra i 20 e i 29 anni. Come sta succedendo in tutta Italia, a fronte di medie che si differenziano tra i 26 e i 30 anni, la classe più rilevante è dunque quella che va dai 16 ai 25. È una tendenza che si sta confermando, legata alle aggregazioni ma soprattutto in relazione alle abitudini degli individui. Quello che abbiamo imparato nel tempo dobbiamo continuare a mantenerlo inalterato, dobbiamo stare attenti a come ci comportiamo».

La maggior parte è asintomatica e non vaccinata

«A fronte di questi positivi, i casi negli ospedali non sono molto elevati. Anche se la grande maggioranza dei casi sono asintomatici o paucisintomatica. I positivi sono al 70% non vaccinati; il numero dei positivi è frutto di una campagna di tamponi molto serrata che stiamo effettuando, intorno ai cinquemila tamponi al giorno. Negli ultimi sette giorni sono stati effettuati 26mila e 528 tamponi, con 752 positivi».

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Vaccini e prenotazioni

«Le persone con almeno una dose ad oggi sono 519mila e 424 vaccini, di cui 334mila e 250 completamente vaccinate. Mentre mesi fa i posti che mettevamo in prenotazione per quanto riguarda la vaccinazione andavano bruciati, in questo momento abbiamo circa il 20% dei posti in agenda liberi. Fino all’8 settembre abbiamo in agenza 70mila 366 posti in prenotazione e di questi ne sono stati coperti 55mila 120. Abbiamo quindi oltre 15mila posti liberi. L’invito è quello di prenotarsi per la vaccinazione».

Tamponi

«La campagna di tamponi sta andando avanti in maniera massiccia, continueremo a tamponare in modo più settoriale e circoscritto e ci concentreremo sempre di più nel creare in qualche modo un’area importante di persone tamponate e vaccinate intorno ai casi positivi che riscontreremo. Invito tutte le persone che troveremo positive, di cercare di segnalare e tracciare tutti i contatti che hanno avuto. A differenza di quello che abbiamo visto nelle scorse ondate, la facilità di contagio ora è più alta, anche in vista dell’allentamento delle restrizioni dell’ultimo periodo».

Variante Delta

«La variante Delta purtroppo sta incidendo in modo pesante, ed è molto presente in provincia di Verona. Da qui deriva il contagio elevato che stiamo vivendo in questi giorni. Questo contagio nei prossimi giorni risentirà dei contatti che abbiamo avuto quando abbiamo assistito alle celebrazioni per la vittoria agli Europei, probabilmente. Per fortuna la situazione negli ospedali è ancora sotto controllo, ma questo deriva dal fatto che i positivi riscontrati sono in quelle fasce d’età che resistono meglio al contagio. È pur vero che se si contagia un bambino con dei genitori non vaccinati, potrebbe costituire un problema».

Denise Signorelli aggiunge altre informazioni in merito alla variante Delta e i sintomi tra i più giovani: «In questo momento circola superiormente al 60% della popolazione, forse in ambito veronese anche di più. Sta soppiantando la variante alfa, la più diffusa fino a qualche settimana fa. Dai primi studi che emergono nei laboratori sembra che il virus sia in grado di avere cariche molto elevate e questo potrebbe giustificare l’elevata trasmissibilità. I sintomi tuttavia sembrano non essere diversi, ma è tutto in fase di studio. Sembra anche essersi accorciato il periodo di incubazione, passando da 6 giorni circa a 4. Nella fascia giovane si manifestano principalmente con febbre e faringiti, quindi mal di gola. Nei bambini più piccoli molto spesso i sintomi sono di tipo gastrointestinale. I casi ospedalizzati sono in terapia e intensiva e sono tutti non vaccinati». Denise Signorelli invita poi a mantenere altissima l’attenzione, e di continuare a utilizzare la mascherina anche all’aperto, nei casi di forti assembramenti.

Scuole

«Sono 23mila gli operatori scolastici interessati alla vaccinazione, di cui 17mila e 586 hanno fatto almeno una dose, 14mila e 262 hanno fatto entrambe le dosi e cinquemila e 377 non ne hanno fatta nessuna», informa Girardi.

Caso vaccini nel personale ospedaliero

«In merito al caso scoppiato qualche giorno fa sollevato da Anna Maria Bigon: «La notizia è partita da un incrocio iniziale tra due anagrafi, quella del Veneto e quella vaccinale. Partendo da un numero che è semplicemente un incrocio di dati, poi bisogna fare degli ulteriori studi: alcuni di questi citati sono in aspettativa, alcune in gravidanza, altri addirittura in pensione, altri vaccinati in altre Regioni. Il numero iniziale che sembra molto alto ovviamente poi si va quindi a sgonfiare. Parlare di numeri adesso, quando un percorso di verifiche è ancora in corso, è rischioso e fuorviante», informa Signorelli.

Sul punto è intervenuto anche il presidente dell’Ordine dei Medici di Verona, Carlo Rugiu, che con una nota ha commentato le parole di Signorelli: «Apprendiamo con piacere dalla Ulss 9 che i numeri relativi ai medici veronesi non ancora vaccinati contro il Covid sono molto minori rispetto a quelli diffusi nei giorni scorsi. Del resto, ci sembra inappropriato parlare di un “caso Verona” mentre il totale dei sanitari non ancora vaccinati cambia di settimana in settimana in base alle comunicazioni che arrivano da chi non può sottoporsi alla profilassi a causa di qualche controindicazione o, nel frattempo, ha già provveduto a vaccinarsi. I dati andranno analizzati quando l’Azienda sanitaria Scaligera fornirà la lista con i nominativi di coloro che dovranno essere sospesi ope legis, come prevede la normativa. Da parte nostra, siamo pronti ad applicare i provvedimenti di sospensione e approfittiamo dell’occasione per ribadire l’importanza, per tutta la popolazione e in particolar modo per gli over 60, di aderire alla campagna di vaccinazione, poiché la ripresa dei ricoveri sta riguardando prevalentemente persone non vaccinate».

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