Casartigiani Verona su caro energia: «Si fissi tetto europeo»

Anche gli artigiani scaligeri fanno sentire la loro voce alla vigilia di quello che dovrebbe essere un lockdown energetico: «Piccole e medie imprese al collasso, stanno chiudendo», commenta preoccupato il presidente Luppi

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Luca Luppi

La questione del caro energia da settimane sta infiammando il dibattito politico: i costi di luce e gas sono decuplicati rispetto al 2019 e le imprese sono schiacciate ormai dalle bollette, tanto che alcune stanno già pensando a un ‘lockdown energetico’. A essere in difficoltà sono in particolare le Piccole e medie imprese, costrette a scegliere se pagare i dipendenti o i costi delle forniture energetiche.

«Casartigiani Verona si unisce al grido di allarme delle categorie produttive – dice il presidente dell’Associazione scaligera Luca Luppi -. Non c’è più tempo da perdere, le imprese hanno bisogno di risposte immediate altrimenti l’unica strada sarà chiudere tutto. Servono riforme urgenti, e strutturali, per abbassare i costi dell’energia tra cui l’azzeramento degli oneri generali di sistema e la proroga del credito d’imposta sui costi di elettricità e gas».

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Casartigiani insiste anche su un altro punto: fissare un tetto europeo al prezzo del gas per evitare ulteriori speculazioni. In questo senso vanno anche sostenuti importanti investimenti sulle energie rinnovabili e sulla diversificazione delle fonti di approvvigionamento, una sfida che è anche tra gli obiettivi del Pnrr.


Da settembre 2021 ad oggi le micro e piccole imprese del Veneto hanno pagato per l’energia elettrica circa 2 miliardi in più rispetto all’anno precedente e per il 2022 i dati non sono affatto incoraggianti. «A soffrire di più sono alcuni dei settori trainanti della nostra economia
– ricorda Luppi -, come quelli della filiera della plastica, del vetro e della carta, ma anche quello tessile e alimentare».

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I maggiori costi energetici stanno quindi costringendo molti imprenditori non solo a marginare sui propri guadagni, ma a vedere i propri prodotti a prezzi maggiorati e quindi sul mercato italiano e internazionale queste imprese rischiano di essere sempre meno competitive, con un danno anche per il marchio Made in Italy. «I temi dell’energia e dell’approvvigionamento da fonti alternative al gas russo fanno parte
dell’agenda politica di tanti partiti, ma non ci si può fermare a slogan da campagna elettorale – conclude il presidente di Casartigiani Verona -. Chiediamo che si metta velocemente in moto la macchina decisionale per correre ai ripari prima che la ripresa tanto a lungo inseguita venga bruscamente interrotta. Dal futuro delle imprese infatti dipende la tenuta economica e sociale del nostro Paese».

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