Casa di Giulietta, botta e riposta tra Tosi e Sboarina

Il consigliere e il sindaco di Verona si sono scontrati a distanza sulla vicenda della Casa di Giulietta e della "bocciatura" dei due progetti per la riqualificazione da parte del sovrintendente Tinè. A rincarare la dose anche il movimento civico Traguardi, che ha accusato Tosi di aver «mortificato la cultura per dieci anni».

Botta e risposta tra il consigliere ed ex sindaco Flavio Tosi e il primo cittadino di Verona, Federico Sboarina. I toni si sono scaldati intorno alla vicenda della Casa di Giulietta: negli scorsi giorni, infatti, il Sovrintendente per l’archeologia, le belle arti e il paesaggio di Verona, Vincenzo Tinè, ha bocciato entrambe le proposte di riassetto della casa più famosa di Verona avanzate da Mox Corporation e Juliet’s Farm.

Il consigliere comunale Flavio Tosi

«Sboarina deve impugnare il parere del Sovrintendente Tinè sulla casa di Giulietta – ha detto stamattina in una conferenza stampa in Comune Flavio Tosi. – È un’invasione di campo, un Sovrintendente è pagato per tutelare un monumento, non per stabilire in che modo devono essere fatte le visite. Tinè boccia i project di Mox o Juliet’s Farm, ma così uccide qualsiasi possibile offerta di riqualificazione del sito, perché disponendo che le visite debbano svolgersi nell’intero percorso, compreso il museo, bocciando quindi l’opzione della sola visita al cortile, eliminerà la gran parte dei turisti. infatti la maggior parte di essi da 75 anni si limita a visitare il cortile senza entrare nella casa museo. Un privato non potrebbe sostenere gli investimenti se lo obblighi a proporre la sola opzione del percorso intero a dieci euro e non anche il solo cortile a 2 euro». 

Peraltro, dice Tosi, «Tinè come motivazione nel bocciare la proposta Mox adduce le caratteristiche storiche e museografiche storicizzate della Casa di Giulietta, sappiamo in realtà che il balcone è un falso storico, lo fece collocare lì il Direttore dei Musei Civici Antonio Avena prima della seconda guerra mondiale. E anche gli affreschi del 500 a cui si riferisce Tinè sono stati portati nella casa a fine 800. Insomma di medievale nella Casa non c’è quasi nulla, quindi viene a mancare anche la motivazione della tutela storica. Avena ebbe la geniale idea di inventarsi il balcone e creare così una leggenda che porta milioni di turisti, Tinè invece con mentalità da burocrate i turisti di fatto li caccia via. Pensate se all’epoca di Avena, come Sovrintendente ci fosse stato Tinè: il balcone di Giulietta a Verona non esisterebbe».  

Tosi ha sottolineato: «Tinè mette dei paletti che non gli competono, ma Sboarina accetta supinamente, io da Sindaco in casi analoghi mi sono appellato al Tar, anche proprio contro una decisione di Tinè e ho vinto. Del resto il Sindaco Sboarina e l’Assessore Briani sulla Casa di Giulietta dormono da tre anni. Nel 2017 la mia Giunta aveva definito il recupero con il progetto Mox, ma la Briani ha sempre rinviato, finché a furia di perdere tempo è cambiato il Sovrintendente: dall’ottimo dr. Fabrizio Magani (che era a favore del progetto Mox) a Tinè. Al solito Sboarina non sa operare, decidere, fare. E privo com’è di capacità politica e amministrativa, si fa scavalcare da un burocrate».

Il sindaco Federico Sboarina

Al consigliere ha risposto lo stesso sindaco Sboarina, che accusa Tosi di non essersi mai occupato delle opere pubbliche nei 10 anni di mandato come sindaco di Verona: «In dieci anni la precedente amministrazione non solo non ha concluso la Casa di Giulietta, ma nemmeno nient’altro. Di tutte le opere pubbliche che l’allora sindaco Tosi aveva più volte garantito, non ne è partita nemmeno una: traforo, filovia, stadio, Arsenale, statale 12, restauro dell’Arena. E per fortuna che, nell’inconcludenza generale, non ha nemmeno realizzato le brutture che non piacevano a nessun veronese, come il cimitero verticale e la copertura dell’Arena. Per noi adesso non è difficile fare bella figura rispetto al nulla cosmico di prima. Sulla Casa di Giulietta in tre anni, abbiamo fatto il cento per cento in più rispetto ai dieci precedenti, a cominciare dal decoro. Lui non è riuscito nemmeno a togliere cerotti e gomma da masticare dai muri. Per non parlare delle carte. Di concreto in mano non aveva niente, tanto è vero che nessun progetto è mai stato portato in soprintendenza mentre noi ne abbiamo portati due. Alle sue chiacchiere, rispondiamo con gli atti amministrativi, gli unici che contano se vuoi lo sviluppo vero della città e rompere l’immobilismo in cui era piombata. I ricorsi al Tar non sono soluzioni, servono solo ad allungare i tempi tenendo tutto fermo. Noi invece stiamo andando avanti, cercando la soluzione perché i piani economici dei proponenti adesso devono rimodularsi su flussi turistici completamente diversi da quelli di sei mesi fa. Gli scenari sono cambiati in tutti il mondo. Solo Tosi non se n’è accorto, forse è lui che dorme sonni profondi come quelli che ha fatto subire a Verona per dieci anni».

Pietro Trincanato, presidente di Traguardi

Dello stesso avviso anche il movimento civico Traguardi, che critica aspramente le dichiarazioni di Tosi: «Sentire lezioni di politica culturale da Tosi, che per dieci anni ha mortificato la cultura veronese, è fra l’imbarazzante e il ridicolo. – ha detto il presidente di Traguardi, Pietro Trincanato – Che il nodo del cortile e del balcone di Giulietta vada sciolto è chiaro, e Tosi ha avuto tutto il tempo per farlo, non riuscendoci perché, come lui stesso sa, la soluzione più logica passa per un atto che nessun politico, men che meno quelli arruffapopolo come lui, vuole intestarsi: l’esproprio. Ma la soluzione non può essere nemmeno quella di fare il gradasso con le istituzioni preposte alla tutela. La richiesta del Soprintendente di considerare come un unicum cortile e balcone non è solo logica, ma pure storicamente fondata, nonostante Tosi non riesca a farsene una ragione, non foss’altro perché l’intervento di Avena è ormai profondamente storicizzato, essendo vecchio di quasi un secolo. Ci auguriamo che l’amministrazione non segua i consigli di un ex sindaco in cerca di visibilità, ma apra finalmente un tavolo con la Soprintendenza per identificare le caratteristiche chiave che dovrà avere il nuovo progetto di fruizione, e su quella base bandisca finalmente un concorso di idee per dare nuovo lustro e valore a un pezzo importante dell’identità culturale di Verona, evitando di trasformare – come a qualcuno piacerebbe – la nostra città in un triste parco a tema».