“Carriera alias” al Maffei, gli attacchi di Comencini e Mariotti

All'istituto Scipione Maffei è stata approvata la "carriera alias", dedicata agli studenti che non si riconoscono nel proprio genere. Vito Comencini (Lega) e Massimo Mariotti (Fratelli d'Italia) criticano «l'ideologia gender».

maturità maffei
Liceo Maffei

Alcuni giorni fa all’istituto Scipione Maffei è stata approvata la “carriera alias“, strumento già presente in altre scuole d’Italia, che permette agli studenti e alle studentesse che non si riconoscono nel proprio genere di nascita di essere chiamati con un nome diverso, anche senza aver iniziato ad intraprendere un percorso di transizione.

«Si tratta nel pratico di un cambiamento relativo in termini legali soltanto all’ambiente scolastico, ma è un primo passo nella giusta direzione per il riconoscimento e la comprensione degli svariati spettri della comunità transessuale» afferma Emma Mazzi, rappresentante d’istituto del liceo, che già all’inizio dell’anno ha inserito questo progetto nelle proposte della sua lista di candidatura, avvenuta con le Liste Reset, progetto di rappresentanza studentesca portato avanti dalla Rete degli Studenti Medi in molti istituti della città.

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Camilla Velotta, Rete Studenti Medi e presidente Consulta provinciale studentesca
Camilla Velotta, Rete Studenti Medi e presidente Consulta provinciale studentesca

«Questa conquista deve essere intesa come inizio di un percorso da portare avanti nei prossimi anni, da diffondere in ogni scuola sul territorio e da valorizzare per la rilevanza che ricopre» dice Camilla Velotta, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi di Verona.

E aggiunge: «Verona si è resa spesso scenario di atti di violenza e discriminazione contro la comunità LGBTQIA+ e proprio per questo siamo soddisfatti di poter dichiarare l’approvazione della carriera alias in uno dei nostri istituti. Ma questo strumento è solo un primo passo per tutelare chi appartiene alla comunità transgender».

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Comencini: «Ideologia gender fuori dagli istituti»

«L’ideologia gender rimanga fuori dagli istituti scolastici». Il consigliere comunale e deputato della Lega Vito Comencini boccia la scelta del liceo Classico Scipione Maffei di Verona di aderire al progetto “Carriera alias”.

Vito Comencini lega
Il deputato della Lega Vito Comencini.

«Il Liceo Maffei è diventato purtroppo il terreno fertile della propaganda gender. È davvero inaccettabile che un istituto scolastico storico venga influenzato in questo modo da un simile approccio ideologico, per evidenti calcoli politici che nulla hanno a che vedere con la qualità della didattica o con il reale benessere degli studenti. Mi chiedo se siano queste le priorità e le necessità che dovrebbero affrontare gli istituti scolastici».

Secondo Comencini «la scuola è il luogo in cui i giovani di oggi vengono istruiti per diventare i cittadini consapevoli di domani. Creare un’identità provvisoria e transitoria è l’anticamera del nichilismo e porta a una società totalmente instabile e relativista. Occorre promuovere i veri valori, per gettare basi solide su cui contribuire a formare gli studenti».

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Mariotti: «Vittoria dell’ideologia gender sulla ragione»

«Ridicola normativa della quale non sentivamo la mancanza, i problemi degli studenti sono altri». Così Massimo Mariotti, esponente della destra sociale candidato al consiglio comunale di Verona con Fratelli d’Italia si esprime in merito all’approvazione della carriera Alias al liceo Maffei.

Massimo Mariotti
Massimo Mariotti

«Nonostante la Rete degli Studenti Medi veronesi celebri l’approvazione come una vittoria per la comunità studentesca – commenta Mariotti – si tratta invece dell’ennesima vittoria dell’ideologia gender sulla ragione, nonché l’ennesimo attacco all’identità degli studenti di oggi, già alle prese con vari problemi come gli effetti psicologici provocati dalla pandemia (si pensi ad esempio al calo della socialità durante il lockdown), la scarsa efficacia della DAD e la difficoltà di poter trovare un lavoro al termine del proprio percorso di istruzione».

«Mi sorprende che la priorità sia occuparsi dei diritti civili in una Nazione come l’Italia che è ultima in Europa per spesa in istruzione e dove le scuole specialmente al Sud presentano purtroppo gravi problemi strutturali e necessitano di interventi degni di un paese civile» continua il candidato.

«Invece di seguire i dettami dell’agenda liberal sarebbe opportuno lottare per una aumentare la spesa in istruzione della nostra Nazione e per avere scuola più formativa e moderna che permetta agli studenti di avere un futuro, cosa che pare non interessare alle organizzazioni studentesche di sinistra, forse troppo impegnate a propagandare l’ideologia gender» conclude Mariotti.

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