Caro energia, Salvini: «armistizio per luce e gas». Critiche dal PD
Il tema che riguarda il rincaro dei costi per l’energia è diventato un trending topic all’interno della politica a meno di un mese dalle elezioni. Da Corigliano Rossano, in provincia di Cosenza, dove questa mattina ha tenuto una conferenza stampa, il leader della Lega Matteo Salvini ha lanciato un messaggio, in primis agli alleati del centrodestra, per chiedere una tregua sulle varie posizioni e arrivare in fretta a una soluzione che abbatta i prezzi fuori controllo per luce e gas degli ultimi giorni.
«La Lega chiede alla politica, uniamoci, oggi, domani dopodomani, di mattina, pomeriggio, notte non c’è bisogno di fermare la campagna elettorale come dice Calenda perché ha capito che ha già perso. Esiste la tecnologia, le call, io propongo ai miei colleghi capi partito su tema luce e gas armistizio, pace, soluzione comune» ha dichiarato il leader del Carroccio, che nelle scorse ore ha parlato anche di nucleare di ultima generazione come ipotesi per contrastare la situazione.
«Qualcuno dice che c’è tempo, ma è già tardi. Abbiamo quantificato in 30 miliardi di euro l’intervento urgente e necessario per bloccare adesso gli aumenti delle bollette di luce e gas senza incorrere in sanzioni europee, senza essere accusati di aiuti di Stato – ha aggiunto -. Chiedo questo e mi aspetto che Calenda, Renzi, Letta Conte… Do per scontato che amici Silvio (Berlusconi, ndr) e Giorgia (Meloni, ndr) siano d’accordo. Troviamoci e diamo mandato a Draghi di portare in Consiglio dei ministri questa proposta».
«L’emergenza bollette è la principale priorità ora. Abbiamo presentato proposte, come hanno fatto gli altri partiti. Le iniziative che prenderà il Governo Draghi siano le più determinate e tempestive sia a livello nazionale che a livello europeo» ha concluso Salvini.
Critiche sul tentativo di “riunione” dei partiti sul tema energia proposto da Salvini oggi, ma anche nelle scorse ore, sono arrivate dal segretario del Partito Democratico Enrico Letta che affida la sua replica a Twitter.

A Verona, sempre sponda PD, anche la deputata Alessia Rotta, candidata capolista nella città scaligera, fa sentire la sua voce: «L’appello dei governatori leghisti è lunare, è una presa in giro nei confronti di migliaia di famiglie e imprese che stanno affrontando questo drammatico momento. Se la crisi, come è del tutto evidente, è molto seria e “la Lega lo denuncia da tempo”, qualcuno di loro dovrebbe avere il coraggio di spiegare le ragioni per cui hanno fatto cadere un governo forte e autorevole nel mezzo della peggiore crisi dal dopoguerra».
«Mentre noi lavoravano per predisporre misure di sostegno per le attività produttive, i lavoratori e le imprese, loro pensavano a come dividersi i seggi. Viene da pensare che il tornaconto elettorale fosse molto più importante anche per i “responsabili” governatori leghisti degli interessi nazionali. Chiedo a Zaia, in particolare, come mai nei giorni della irresponsabile crisi di governo, la sua voce non si sia sentita. Eppure i problemi erano gli stessi di oggi».
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