Caro energia, Meglioranzi: «Situazione critica, serve un nuovo atteggiamento»

Il presidente della Corporazione Esercenti del Centro Storico di Verona, Tiziano Meglioranzi, è intervenuto durante la trasmissione "Protagonisti" per parlare dell'estate degli esercenti e del caro energia che sta pesando su imprenditori e famiglie.

tiziano-meglioranzi-presidente-corporazione-esercenti (3)
Tiziano Meglioranzi, presidente Corporazione Esercenti Centro Storico di Verona

Caro energia, turismo e futuro. Questi i temi più caldi che in queste settimane stanno attirando l’attenzione dei media. A Verona, dove l’estate ha riportato in città i turisti che mancavano da quasi due anni e mezzo, il futuro per gli esercenti non sembra dei più rosei, con la crisi energetica che è pronta a calare come una scure sulle teste dei commercianti. A confermarcelo è stato Tiziano Meglioranzi, Presidente della Corporazione Esercenti del Centro Storico di Verona.

Come è andata questa estate in città?

Anche grazie all’aiuto del Comune in merito ai plateatici e soprattutto per certe attività della ristorazione e dei bar, direi che l’estate è andata molto bene: sentendo i nostri colleghi della città e del centro storico il risultato è assolutamente positivo grazie proprio a questi aiuti. Adesso scadranno a breve queste possibilità, ma si sta dialogando in modo molto costruttivo con l’amministrazione per capire se si può prorogare. Siamo quasi sicuri che questo si potrà fare, tranne certe eccezioni che magari effettivamente sono durate un pochino oltre il necessario e l’estetico.

Quindi alcuni esercizi e categorie ne hanno giovato più di altri…

Diciamo che al di là delle degli eventi tradizionali legati alla lirica, se al di là della mostra importante bella del Caroto, poi, non c’erano mostre significative. Questo però succede da anni. In effetti eventi di alta gamma, rispetto ad altre città, anche numericamente parlando, non ce ne sono stati. È un qualcosa sul quale penso che l’amministrazione dovrà intervenire in modo molto pesante anche in termini di investimento, perché non si può pensare di attrarre un pubblico, di alta gamma, che ripaga i brand importanti che ci sono a Verona senza il rischio che questi scappino.

Passando al tema del caro energia, che sta investendo gli imprenditori, le famiglie e gli esercenti, come vede la situazione in vista dei mesi invernali che si preannunciano molto duri?

Li vedo molto tristi perché come al solito l’Europa, ma anche l’Italia, da un punto di vista governativo sta partendo in ritardo. Sembra che non si sapesse che questo poteva succedere. Stiamo “cadendo dal pero”, ma non è possibile che gente che fa programmazione di dieci anni, non abbia saputo prevedere questo momento: veniva detto tutte le mattine che col blocco del gas poteva esserci un blocco anche definitivo, temporaneo e tutto doveva essere assolutamente previsto ed era prevedibile. Qui, come al solito, c’è un ritardo enorme e questo produrrà aggravi pesantissimi. Noi siamo molto preoccupati per i prossimi mesi, se non ci sarà un intervento europeo e italiano. Su questo vedo in crisi enorme un po’ tutto il comparto nazionale produttivo, dall’industria al commercio come il nostro.

Anche la Corporazione esercenti del centro storico di Verona sta cercando di fare la sua parte con alcune iniziative come “attenti alle porte”…

A questa iniziativa noi abbiamo aderito in modo convinto e io credo di essere stato il primo ad aderire materialmente, perchè penso che prima di tutto deve nascere un nuovo atteggiamento. Per quanto riguarda il risparmio energetico, questo deve nascere dagli imprenditori perché poi in ogni caso si riversa sulle loro bollette, sui loro costi. Gli imprenditori devono crescere con un nuovo spirito maggiore, con maggiore attenzione a tutto ciò che significa il risparmio energetico. E questa iniziativa va in questa direzione. Certamente ci sono attività che magari fanno fatica ad aderire per una questione tecnica, ma sono tanti i clienti che prendono positivamente questa scelta e questa attenzione da parte dell’esercente.

Lei da imprenditore come sta vivendo questo momento storico?

Questa situazione va vista in un ambito diciamo più ampio. Noi, per esempio, l’anno scorso, per quanto riguarda la nostra attività che è legata al mondo della produzione “custom” di tappeti, l’anno scorso abbiamo avuto il primo aumento di fatturato importante e quest’anno eravamo partiti nei primi due mesi con contratti già fatti purtroppo tra Ucraina, Russia e Polonia e hanno annullato gli ordini. Molti erano già nostri clienti e non potevamo non assecondare questa loro decisione. E questa perdita ha significato nei primi due mesi di 40% del fatturato dell’anno prima. In questo momento ci troviamo in notevole difficoltà perché abbiamo avuto un calo complessivo.

Guarda la puntata: